Una spezia che può diventare letale

Pronti per la nuova rubrica #MissioneCibo? Parliamo di cibo, ovviamente.

È iniziato l’autunno da un pò e in cucina si sentono profumini invitanti di aromi e spezie.

Tra questi c’è la noce moscata, dall’odore un pò orientale, che conferisce una fragranza unica alle pietanze.

Ma, c’è un ma.

La noce moscata è altamente tossica e, oltretutto, non è una vera e propria noce, ma un seme di una pianta tropicale!

Vediamone le caratteristiche controverse.

La pianta e il frutto

La noce moscata (da “noce di Mascate”, il luogo da cui iniziò la commercializzazione) è un seme decorticato dell’albero sempreverde di Myristica frangrans, una tipica pianta delle isole Molucche dell’Indonesia (ne scopro con voi la loro esistenza), che raggiunge anche i 20 metri di altezza. Si coltiva, però, anche in India, Malesia e nelle isole caraibiche di Grenada e Trinidad.

Viene coltivata, principalmente, nelle zone intertropicali, ovvero comprese tra i due tropici. Il frutto assomiglia a un’albicocca e contiene al suo interno un nocciolo a forma ovoidale, il seme, appunto.

Disegno botanico del frutto e del seme della Myristica frangrans [1].

Il macis

Il rivestimento carnoso a rete del seme è il macis (o mace). Si tratta del fiore dalla forma reticolare della Myristica frangrans, che risalta grazie al suo colore rosso brillante, quando il frutto è fresco.

L’endocarpo (parte interna del frutto) riveste il seme nero, utilizzato anche questo come spezia una volta essiccato, che diventa poi color arancione.

Da un solo frutto è possibile, quindi, ricavare non una, ma ben due spezie!

In cucina il macis viene utilizzato per piatti salati (dall’internet si dice che sia buono sui formaggi, provare per credere). La sua polvere ha, inoltre, una somiglianza cromatica con lo zafferano e un sapore più delicato della noce moscata (ovvero il suo seme).

Foto del frutto che assomiglia vagamente a una pesca (col seme indemoniato) [2].

Il seme interno dal tipico colore nero, viene essiccato per tradizione, per poi ricavarne la spezia in polvere (quella che usiamo in cucina).

La spezia da cucina e i principi nutritivi

La noce moscata è una spezia molto antica, usata già dai romani e dai greci (che vanno sempre a braccetto). Queste civiltà la ritenevano afrodisiaca e la utilizzavano anche come narcotico e stupefacente, così per passare il tempo.

Questa polvere profumata, principalmente, presenta numerose proprietà benefiche per il nostro organismo, per questo viene utilizzata in cucina.

L’odore pungente caratteristico è attivato dall’olio della noce, che lo rende abbinabile sia a piatti dolci che salati.

È, inoltre, una spezia ricca di sali minerali (come il potassio), ma anche di vitamine e fibre.

Le fibre aiutano l’intestino e stimolano il senso di sazietà, inoltre, aiutano a ridurre l’assorbimento di colesterolo e zuccheri, con un rapporto 0.2 a 1 (ovvero 20 grammi di fibre su 100 grammi di noce moscata).

Dettaglio della polvere della noce moscata, a kili! Grazie Pinterest.

Il potassio è un minerale presente in quantità di 350 milligrammi per 100 grammi di polvere. È un minerale che stimola la diuresi (ti fa fare ‘plin-plin’) e abbassa la ritenzione idrica.

Riduce, inoltre, la pressione arteriosa, infatti regola i battiti cardiaci, l’equilibrio acido-base e la contrazione muscolare.

Così come nei chiodi di garofano e la cannella, l’eugenolo è un composto che ha effetti antibatterici e antidolorifici, mentre la miristicina (in concentrazione di 210 milligrammi) e l’elemicina (di 70 milligrammi) stimolano il sistema nervoso centrale.

Questi ultimi sono, però, due sostanze neurotossiche che, ad alti dosaggi, possono provocare allucinazioni, se non addirittura la morte!

La tossicità della miristicina

Queste due sostanze psicoattive (chimicamente parlando, sono alchilbenzeni derivati) sono presenti soprattutto nell’olio della noce moscata.

In particolare, la miristicina, che è presente in dosi maggiori rispetto all’elemicina, causa assuefazione come le droghe e può provocare la morte da avvelenamento se le dosi superano i 10 grammi.

La struttura molecolare della miristicina, per i chimici conosciuta anche come (5-allil-1-metossi-2,3 (metilendiossidasi benzene). Questa sostanza allucinogena si trova anche in carote, prezzemolo, sedano e pepe nero.

L’uso, in cucina, della noce moscata (Myristica fragrans) si limita in gran parte allo sfruttamento delle sue proprietà come agente aromatizzante.

L’avvelenamento si manifesta con mal di stomaco, febbre, vomito e palpitazioni. La dose massima GIORNALIERA che si può assumere è di 2 grammi, da dividere in piccole quantità durante la giornata.

Curiosità

In Inghilterra e in India è stata ampiamente utilizzata come sostanza abortiva. Il ‘cattivo utilizzo’ è stato riconosciuto grazie alle testimonianze della letteratura antica, tramandate dai numerosi rapporti di avvelenamento da noce moscata.

Salt Bae che esagera con la polvere di noce moscata ci intossica tutti.

Negli ultimi 50 anni l’avvelenamento da noce moscata è stato raramente segnalato e sono disponibili solo poche informazioni sugli effetti fisiologici e biochimici di questo particolare stato tossico.

In conclusione

La noce moscata ha numerosi vantaggi nutrizionali: attività antidiarroica e diureutica, proprietà antidiabetiche, antimicotiche, carminative, antinfiammatorie e via dicendo. Insomma, è un ‘toccasana’ per l’organismo.

I miti, addirittura, narrano che questa spezia ha anche effetti afrodisiaci, quindi perché non preparare un bel menù con una spolveratina di noce moscata per ringalluzzire i sensi?

Bada, però, alle dosi. Mantenetevi sotto i 2 grammi a persona, tanto quel che serve è la fragranza, il resto viene da se!

Fonti

Noce Moscata (Myristica fragrans)

Tossicità della noce moscata

Tossicità miristicina

Sofia Stella

Ho scelto la mia facoltà prendendo un autentico abbaglio (vi giuro ho visto una luce). Agli inizi del 2010 si parlava ancora a strascico di "Ambiente", ma vivendo in campagna avevo già una certa sensibilità per l'argomento. Così mi sono laureata in Analisi e Gestione dell'Ambiente presso l'Università di Bologna. Dopo il lockdown ho innalzato i valori di serietà e abbassato quelli del cazzeggio. Per questo, il Team di MissioneScienza mi ha accolta in modo tale da poter recuperare questa mia deficienza. Sono lunatica, cambio facilmente argomento quindi, per ora, vi dico che scriverò di ecologia, ma potrei inabissarmi in altro. Divulghiamo la divulgazione scientifica! “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.” (P. Levi)

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