Stress e malattie

È successo a tutti di andare dal medico per un problema fisico e di essere liquidati con un “non è niente, sei solo stressato”, ma è vero che lo stress psicologico può essere la causa di disturbi fisici? Siamo nel 2020 e, per rispondere a questa domanda, facciamo tutti la stessa cosa: la cerchiamo su internet. Proviamo con “stress e malattie” oppure “malattie da stress”. Sbam! Una lista interminabile. Dermatite (ce l’ho), orticaria (ce l’ho), mal di stomaco (ce l’ho), colite (ce l’ho), ulcera (mi manca), alopecia (mi manca), nevralgia (ce l’ho), vertigini (ce l’ho), perdita di peso (ma quando mai!), aumento di peso (eh no però), impotenza (ah, qui mi manca proprio l’apparato). Okay, non sono la persona più tranquilla del pianeta, però è possibile che lo stress sia la causa di quasi tutti i miei problemi? E poi, biologicamente parlando, che è ‘sto stress?

La biologia dello stress

Il concetto di stress fu introdotto dal medico austriaco Hans Selye, che lo definì come la risposta non specifica del nostro corpo a qualsiasi esigenza di cambiamento. Il nostro organismo, infatti, ha la tendenza a rimanere in uno stato di equilibrio, chiamato omeostasi. Quando questo equilibrio è disturbato da stimoli esterni o interni, il nostro corpo si adopera per ritrovare la sua stabilità. Lo stress produce una risposta biologica, che coinvolge sia il sistema nervoso centrale che la periferia, attraverso l’attivazionedel sistema nervoso simpatico e dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Questo complesso meccanismo di risposta allo stress è regolato dalla produzione a cascata di ormoni, che attivano, passo dopo passo, diverse ghiandole. La reazione allo stress produce dei mediatori molecolari finali, che sono l’adrenalina, la noradrenalina e il cortisolo.

La risposta allo stress coinvolge l’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. Gli ormoni vengono prodotti da una ghiandola e ne attivano un’altra, attraverso un meccanismo “a cascata”. Il prodotto finale è il cortisolo, un potente ormone con proprietà antinfiammatorie. – Neurobiology of Stress and Resilience –

Lo stress è sempre negativo?

Quando ci chiedono “come va?” e noi rispondiamo che siamo un po’ stressati, ci basiamo quasi sempre sulla nostra percezione personale di ciò che ci capita, lo interpretiamo in modo soggettivo e ne deduciamo il modo in cui ci influenza. Innanzitutto, sfatiamo un grande mito: lo stress non è sempre negativo. Ci sono situazioni in cui lo stress è necessario e altre in cui, addirittura, ci aiuta! Pensiamo, ad esempio, a quando abbiamo un importante esame all’università o un colloquio di lavoro. Di sicuro, nei giorni precedenti, ci sentiamo stressati, abbiamo una costante preoccupazione, magari stiamo svegli fino a tardi, oppure (parlo di un amico di un amico eh) visitiamo il bagno più volte del dovuto. Questo tipo di stress è definito “stress acuto”, una condizione limitata nel tempo ed eliminabile. Lo stress acuto produce una risposta del nostro corpo, definita “combatti o fuggi”, che si manifesta come adattamento ad una situazione di pericolo.

Immaginiamo di imbatterci in un animale feroce intento a sbranarci. La risposta da stress acuto aumenterà il nostro battito cardiaco, in modo che arrivi più sangue ai nostri muscoli e possiamo darcela a gambe. La pressione sanguigna aumenterà, così come la glicemia, per offrire al corpo maggiore energia. Infine, il tono muscolare sarà migliore, per fornirci più forza nel caso in cui invece di fuggire, decidiamo di combattere. Una volta che l’animale feroce non è più un pericolo, o dopo aver sostenuto il nostro esame, ci rilassiamo e il nostro corpo torna al suo equilibrio.

Il sistema nervoso simpatico è regolato dall’azione dell’adrenalina e della noradrenalina. L’attivazione di questo sistema innesca la risposta allo stress acuto, definita “combatti o fuggi”.

Stress cronico

Se le condizioni del nostro corpo in risposta allo stress acuto sono costanti nel tempo e non eliminabili, lo stress diventa cronico. In caso di stress cronico, il nostro organismo è continuamente in uno stato d’allerta e non si riacquista l’equilibrio di cui il nostro corpo ha bisogno. Alcuni studi hanno evidenziato che una risposta allo stress prolungata nel tempo, o un’inappropriata attività basale degli ormoni dello stress, può contribuire alla comparsa di un disturbo da stress. Questo può sfociare in manifestazioni anche più gravi, come, ad esempio, il comportamento depressivo o disordini di ansia generalizzata. Studi sugli animali hanno confermato che alcuni fattori ambientali, tipo l’abbassamento della temperatura corporea o lo stravolgimento del ciclo sonno-veglia, possono aumentare i livelli di ormoni dello stress circolanti.

Molti sono i fattori stressanti che possono contribuire al nostro stress cronico. Un esempio sono i grandi traumi psicologici come un lutto, un abuso o la separazione da un familiare. Altri fattori, invece, includono condizioni negative prolungate nel tempo, come situazioni economiche precarie, mobbing sul lavoro o la cura di un malato cronico. Alcuni fattori ambientali che contribuiscono ad aumentare lo stress cronico possono essere, invece, facilmente eliminabili attraverso uno stile di vita sano. Uno dei fattori stressanti più sottovalutati è la privazione di sonno (per qualche motivo, dormire poco fa figo). Dormire meno di 7 ore a notte influisce sulla produzione di cortisolo, che segue un andamento ciclico, con un picco alla mattina e un calo alla sera. Un altro fattore di stress è l’isolamento sociale, ma, forse, questo, dopo 3 mesi di quarantena a causa della pandemia covid-19, lo abbiamo capito. Siamo animali sociali, abbiamo bisogno dei nostri simili.

I livelli di cortisolo seguono un ritmo circadiano: alti al mattino e bassi alla sera. In risposta allo stress cronico, i livelli di cortisolo risultano più alti o più bassi di determinate concentrazioni, influendo anche sul ciclo sonno-veglia.

Stress e malattie: gli studi scientifici

I disturbi da stress cronico sono caratterizzati da elevati livelli di andrenalina, noradreanalina e cortisolo che circolano nel sangue. La più semplice correlazione tra la risposta allo stress e la comparsa di disturbi fisici è dedotta dagli effetti che gli ormoni dello stress hanno sul nostro corpo. Se, in risposta allo stress, si aumenta l’afflusso di sangue verso i muscoli, l’affluenza è invece minore verso il sistema digerente e questo può far insorgere problematiche del tratto grastro-intestinale. Inoltre, da un punto di vista molecolare, lo stress può regolare la risposta immunitaria, dato il potere antinfiammatorio del cortisolo. Questo può sfociare in una maggiore sensibilità verso malattie infettive e/o manifestazioni allergiche. È importante, però, ricordare che, quando siamo stressati, è più facile cadere in tentazione e abbandonarsi a comportamenti che influiscono sulla nostra salute (no, alcol e fumo non diminuiscono lo stress!)

Lo stress ci può condurre ad uno stile di vita ed abitudini che influiscono negativamente sulla nostra salute.

Alcuni studi scientifici correlano lo stress ad una negativa progressione di malattie cardiovascolari e, addirittura, del cancro. Ciò non vuol dire, però, che lo stress ne sia la causa. La letteratura scientifica è chiara a riguardo e, ad oggi, non ci sono evidenze sufficienti per dichiarare che lo stress causi malattie. Soprattutto perché, negli studi sullo stress, è molto difficile avere una quantificazione univoca del grado di stress percepito da un paziente. Infatti, la percezione dello stress è personale, non dipende sempre e solo da cause esterne, ma anche dalla capacità di ognuno di reagire a una determinata condizione. Uno stesso evento traumatico può avere una risposta fisiologica diversa in persone distinte, con produzione di livelli differenti di adrenalina e cortisolo.

In conclusione, non possiamo affermare con certezza che lo stress sia la causa dei nostri disturbi fisici. Tuttavia, gli ormoni dello stress giocano un ruolo importante nel mantenimento dell’omeostasi del nostro corpo e contribuiscono ad esacerbare la progressione di malattie pregresse.

Fonti:

Cohen S, Janicki-Deverts D, Miller GE. Psychological Stress and Disease. JAMA. 2007;298(14):1685–1687. doi:10.1001/jama.298.14.1685

Black, P.H., Central nervous system-immune system interactions: psychoneuroendocrinology of stress and its immune consequences. Antimicrob Agents Chemother, 1994. 38(1): p. 1-6.

Chrousos, G.P., Stress and disorders of the stress system. Nat Rev Endocrinol, 2009. 5(7): p. 374-81.

Habib, K.E., P.W. Gold, and G.P. Chrousos, Neuroendocrinology of stress. Endocrinol Metab Clin North Am, 2001. 30(3): p. 695-728; vii-viii.

Marta

Scienziata italiana, ricercatrice nel Regno Unito. Impiego sempre troppo tempo a spiegare che, pur essendo un dottore, non sono un medico. Mi occupo di ricerca sul cancro, immunoterapia e cerco di capire come funziona lo stress nel corpo umano.

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