Sonno parte 3: Disturbi del sonno

Nella parte 1 abbiamo percorso la via della conoscenza per comprendere perché sogniamo. Nella seconda parte siamo scesi nei meandri della esperienza onirica per diventare capaci di guidare il nostro sogno, stuzzicando la curiosità di molti nello sperimentare il sogno lucido. Ehi… fermi tutti! Non avrete mica provato veramente a controllare i vostri sogni? Beh… sappiate che spesso possono sfuggirci di mano e la situazione può essere tutt’altro che felice.

Paralisi notturna

“State dormendo e vi svegliate di soprassalto. Provate a muovervi, ma vi sentite paralizzati, al punto da non riuscire quasi a respirare. E ad aumentare ancora di più il terrore arrivano loro, figure aliene o demoniache che si avvicinano sempre di più, mentre giacete nel vostro letto senza possibilità di scappare o anche solo di alzare un braccio per difendervi…”. Paura eh? Ve lo avevo detto di non scherzare con i vostri sogni.

Ma cosa è successo? Cosa sarà mai la paralisi notturna?

Significato della paralisi notturna

La paralisi notturna è un episodio che si verifica quando, nel passaggio tra sonno e veglia una persona conserva ancora le immagini oniriche e la paralisi muscolare tipica della fase REM e resta “intrappolato” in un limbo sonno-veglia.

Storia e cultura della paralisi notturna

I babilonesi chiamavano questa terrorizzante esperienza “Lilitu”, demone del vento, che seduce gli uomini di notte. Gli ebrei la chiamavano “Lilith”, la donna che sedeva sul petto del dormiente e produceva brutti sogni.

LILITH
FONTE

Cosa succede durante la paralisi notturna al nostro corpo?

La paralisi notturna è uno stato intermedio tra il sogno e la veglia, dove il sogno si estende nella fase di veglia e i circuiti del cervello attivi durante la fase REM restano attivi durante la veglia. Questi circuiti inviano immagini al cervello che le elabora come se provenissero dall’esterno. Dunque, le immagini del sogno si estendono in fase di veglia e il dormiente vede immagini che si muovono nella sua camera da letto o può addirittura provare esperienze extracorporee. La sensazione di avere qualcuno sopra al petto e la rigidità muscolare sono date dal fatto che, come abbiamo detto nella parte 1, durante la fase REM, la muscolatura viene rilassata per impedire che le informazioni procedurali elaborate dal cervello vengano messe in atto.

Il risveglio durante una sensazione di paralisi può indurre a respirare affannosamente. Questo riduce la quantità di ossigeno che arriva al cervello e può indurre uno stato di particolare sensibilità uditiva, in cui ogni piccolo rumore viene amplificato e sembra molto forte. Così, normali rumori d’ambiente, scricchioli, voci lontane possono trasformarsi in porte che si aprono, passi sulle scale, sussurri misteriosi. Il tentativo di muoversi nel corso di una paralisi, inoltre, aumenta la consapevolezza della rigidità muscolare, delle coperte che avvolgono il corpo e del sudore sulla pelle. Tutto questo può tradursi nella sensazione di essere bloccato da mani esterne o da “membrane di gomma”.

Ma quanto è comune questo disturbo?

È quello che si sono chiesti Brian A. Sharpless e Jacques P. Barber. In uno studio di 36’533 soggetti hanno osservato che circa l’8% di queste persone ha avuto questa esperienza, con frequenze molto variabili (c’è chi ha vissuto questo fenomeno un’unica volta e chi lo subisce ogni notte). Particolarmente esposti a questo disturbo sono persone che soffrono di problemi psichiatrici (32%) o di attacchi di panico (35%). Curiosamente anche gli studenti, in cui la diffusione arriva al 28%.

Inoltre, molte ricerche hanno indicato che lo stress, la mancanza di riposo e i ritmi irregolari del sonno sono fra i maggiori fattori di rischio per l’insorgenza di questo disturbo.

E voi avete mai avuto questa bizzarra esperienza?

 

SONNAMBULISMO

Sonnambulismo
FONTE

“Vi è mai capitato di recarvi in auto da un punto all’altro della città in modo quasi “automatico”? È qualcosa che capita spesso: si guida e si pensa a tutt’altro. Acceleratore, frizione e marce entrano ed escono automaticamente, mossi da gesti abitudinari, quasi inconsapevoli. Si può essere con il corpo nell’automobile e con il cervello a mille chilometri di distanza. Nel sonnambulismo è un po’ così: il corpo cammina, ingrana le “marce”, evita gli ostacoli, ma il cervello è ancora avviluppato nel sonno, a molti minuti, o anche ore, di distanza” (Piero Angela, I misteri del sonno, 1994).

Anche il sonnambulismo è una condizione di sonno-veglia combinati ma, a differenza della paralisi notturna, si verifica durante il sonno NON-REM.

Causa del sonnambulismo

La causa certa è sconosciuta, tuttavia sono stati effettuati alcuni studi che ci permettono di avanzare delle osservazioni. Si è visto come nel sonnambulismo giochino un ruolo importante i fattori genetici; infatti, esso si verifica in circa il 45% dei bambini che hanno un genitore che ha camminato nel sonno e nel 60% dei bambini se entrambi i genitori hanno camminato nel sonno.

Inoltre, è stato ipotizzato che il sonnambulismo sia collegato al neurotrasmettitore serotonina, che sembra essere metabolizzato in modo diverso nei pazienti affetti da emicrania e dalla Tourette (ehi, se volete saperne di più sulla Tourette, leggete questo articolo). In entrambe le condizioni si è osservata una maggiore propensione a presentare sonnambulismo.

 

Sogno Matrioska

La tua sveglia suona. Ti siedi, ti strofini gli occhi, ti alzi dal letto e cammini verso la cucina per preparare il caffè e dare da mangiare al gatto che miagola. Dieci minuti dopo, il gatto fa le fusa e ti stai godendo il tuo primo sorso di caffè, quando… la sveglia suona di nuovo. A letto ti chiedi se questa volta sei davvero sveglio, ti pizzichi e controlli di non essere ancora nel mondo dei sogni.

Quante volte vi è capitato questo strano fenomeno? Beh, sappiate che si chiama falso risveglio, o come a me piace chiamarlo, sogno Matrioska, perché spesso è possibile il susseguirsi di diversi falsi risvegli e che possono darti la paura di “non svegliarti mai più”.

Sogno Matrioska e sogno lucido

Se avete ascoltato i miei consigli su come avere un sogno lucido, che ritrovate nell’articolo linkato a inizio pagina, probabilmente successivamente avete sperimentato anche un falso risveglio. Questo perché ci sono diverse prove che dimostrano che spesso i sogni lucidi finiscono in falsi risvegli, e viceversa è possibile rendere un falso risveglio un sogno lucido se diventi cosciente di stare effettivamente sognando.

Cause di un falso risveglio

Ad oggi non esistono molte ricerche sui falsi risvegli, ma si pensa che, come le paralisi del sonno, possano riguardare la fase REM.

Alcune spiegazioni per i falsi risvegli possono essere:

  • Disturbi del sonno, come insonnia e apnea notturna;
  • Anticipazione, o sapere che devi svegliarti presto per un motivo specifico;
  • Rumori o altri disturbi che interrompono il sonno senza svegliarti completamente.

Teoria della protocoscienza

Secondo questa teoria, il nostro cervello si prepara alla coscienza durante la fase REM, utilizzando la sua rappresentazione interna del mondo quotidiano. Quindi è possibile che, mentre stiamo ancora sognando e siamo in fase REM, vediamo scene e ambienti che possono essere anche uguali alla nostra vita quotidiana.

Conclusione

Il sogno, questo strano evento che si verifica ogni notte; ha elucubrato le opere di molti letterati e persuaso la mente di grandi scienziati. Semmai un giorno riusciremo a capire la vera essenza dei sogni forse potremo spiegare i grandi “misteri” della mente umana. Probabilmente nei prossimi anni ci aspettano grandi scoperte in ambito neurologico, nel frattempo lasciatevi abbindolare dalle braccia di Morfeo e godetevi i vostri sogni.

Così si chiude il cammino nel mondo dei sogni. Lasciando le “lande” spaventose ma interessanti dell’esperienza onirica, vorrei rispondere a un’ultima curiosa domanda: “Ma cosa sognano i neonati?”

Cosa sognano i neonati?

Il sonno del neonato è fondamentale per la sua crescita e per il rafforzamento della memoria. Infatti, come abbiamo visto nella parte 1, nella fase REM del sogno sono processate le informazioni della memoria procedurale, che sono fondamentali per l’apprendimento dei programmi motori. I neonati passano il 50% di tempo del loro sogno proprio in questa fase, questo quindi è correlato al loro apprendimento motorio. Ma alcuni scienziati affermano che, per sognare, i neonati devono acquisire la capacità di immaginare le cose, ovvero, devono essere capaci di costruire visivamente ciò di cui hanno esperienza.

Ma allora perché, a volte, i bambini ridono nel sonno?

Si tratta di movimenti involontari dei muscoli del viso e la maggior parte delle volte non c’è correlazione con qualche stato mentale che porta i neonati a sorridere in risposta a un sogno.

Freud e la sua teoria

Freud, però, era dell’idea che i sogni in età infantile sono molto chiari, brevi e coerenti. Inoltre, la loro complessità aumenta man mano che il bambino cresce fino ad arrivare, nella fascia d’età tra 5-11 anni, al sogno tipico dell’attività onirica della persona adulta.

 

Fonti:

“Il sesto senso” Massimo Polidoro

Sharpless, B. & Barber, J.2011. “Lifetime prevalence rates of sleep paralysis: a systematic review”. Sleep Medicin Reviews, vol.15, no. 5, pp. 311-5, DOI: 10.1016/j.smrv.2011.01.007

https://www.healthline.com/health/healthy-sleep/false-awakening#takeaway

Tommaso Magnifico

Sono Tommaso Magnifico, studente di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Sono interessato a tutti i temi scientifici, soprattutto riguardanti la neurologia. Socio Mensa (The high IQ society).

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