Sonno parte 2: “Sogni lucidi: siamo in grado di controllare i nostri sogni?”

Un sogno lucido è un tipo di sogno in cui il sognatore si rende conto che sta sognando e può essere in grado di gestire il sogno a proprio piacimento. Spesso questo libero arbitrio si tramuta in comportamenti paradossali, quasi fantascientifici, e grazie ad esso possiamo pilotare un sogno e diventare veri autori della nostra esperienza onirica.

Nella parte 1 (che se non avete letto vi consiglio di farlo prima di proseguire, link) ho stuzzicato in voi due grandi quesiti: “Conoscendo ora la natura del nostro pensiero onirico saremmo in grado di controllarlo? Abbiamo libero arbitrio sui sogni?”. Ora cercheremo di dare una risposta, lasciandoci guidare dal lume della scienza e dall’intuito di diversi scienziati.

Piccolo spoiler, la risposta a queste domande è sì!

 

Cosa sono i sogni lucidi?

 

I sogni lucidi sono una categoria di esperienza onirica associata al sonno REM (ne abbiamo parlato nella precedente “puntata”, vi ricordate cosa succede nel sonno REM?). Un sogno per essere definito ludico, secondo lo psicologo Paul Tholey, deve rispettare questi requisiti:

  • Consapevolezza dello stato di sogno
  • Consapevolezza della capacità di prendere decisioni
  • Consapevolezza delle funzioni della memoria
  • Consapevolezza di sé
  • Consapevolezza dell’ambiente onirico
  • Consapevolezza del significato del sogno
  • Consapevolezza della concentrazione e della focalizzazione (ovvero dobbiamo essere coscienti di ciò che è successo).

Cosa succede durante il sogno lucido al nostro cervello?

 

Il neuroscienziato Allan Hobson ci suggerisce delle ipotesi secondo cui il primo passo per il sogno lucido è riconoscere che si sta sognando. Questo riconoscimento potrebbe verificarsi nella Corteccia prefrontale dorsolaterale, un’area del cervello che appartiene alla Corteccia prefrontale laterale che è stata nominata nella precedente parte ed è normalmente disattivata nel sonno REM. Può capitare che quest’area si attivi, se questo accade siamo in grado di riconoscere il sogno. Dopo questo fenomeno dobbiamo essere in grado di restare calmi e lucidi, in questo modo possiamo guidare la nostra esperienza onirica.

 

Inviare messaggi dal sonno a chi è sveglio, è possibile?

 

Si, è possibilissimo. Come? Il dottor Keith Hearne ebbe l’idea di sfruttare la lettura dei movimenti rapidi oculari (attraverso una particolare tecnica) che si verificano nella fase REM per consentire ad un sognatore lucido esperto (Alan Worsley) di inviare un messaggio direttamente dal mondo dei sogni al mondo della veglia. Veniva chiesto al paziente, prima di addormentarsi, di memorizzare una sequenza di movimenti oculari che doveva replicare durante il sonno. Così, mentre Alan dormiva, alle 8 del mattino del 12 aprile 1975, replicò la sequenza di movimenti direttamente dal sogno. Ovviamente muovendo gli occhi nel sogno li muoveva anche nella realtà.

 

A quanto tempo corrisponde nella veglia un minuto di sogno?

 

Il Dottor LaBerge della Stanford University eseguì uno studio che dimostrò che la percezione del tempo durante il sogno lucido è più o meno la stessa che si ha durante la veglia. In che modo LaBerge arrivò a questa conclusione? Chiese a un gruppo di pazienti, sognatori lucidi esperti, di contare dieci secondi mentre sognavano, segnalando l’inizio e la fine del conteggio con un segnale oculare prestabilito. Osservò che il tempo necessario per contare fino a 10 nel sogno era lo stesso che veniva impiegato nella realtà.

 

Le persone che vediamo nei sogni lucidi sono in grado di eseguire compiti?

 

Quante volte vi è capitato di sognare qualche persona che conoscete o che magari non avete la minima idea di chi sia? Immaginate di sognare questo individuo in un sogno lucido, secondo voi se proponessimo delle attività da svolgere a queste “figure oniriche” esse sarebbero in grado di compierle?

A questa domanda Tholey ha trovato una risposta che vi entusiasmerà! Le persone che sogniamo sono capaci di svolgere compiti semplici. In che modo è riuscito a provarlo? Tholey chiese a nove sognatori lucidi addestrati di chiedere alle “figure oniriche” di svolgere compiti verbali e aritmetici. Le figure che hanno accettato di compierli hanno dimostrato più successo in quelli verbali piuttosto che negli aritmetici.

Questo, quindi, comporterebbe che le persone che noi sogniamo hanno una coscienza? Dipende da cosa intendiamo per coscienza, realisticamente potremmo rispondere a questa domanda di no. Ma come dice Tholey in questa lettera: “come possiamo provarlo?” (https://journals.macewan.ca/lucidity/article/download/417/459/). Chissà, magari queste figure oniriche potrebbero essere parte del nostro io. Citando Freud, potremmo immaginare come il nostro io durante il sogno si frammenti e le diverse persone sognate potrebbero essere piccoli pezzi di esso.

Ci sono dei trucchi per fare sogni lucidi?

 

Assolutamente sì. Eccovene elencati alcuni, con la speranza che possano aiutarvi nell’avere questa fantastica esperienza.

 

Reflexionstechnik

Sempre il caro Tholey inventò una tecnica per poter indurre sogni lucidi chiamata Reflexionstechnik. Essa consiste nel chiedersi continuamente, per più volte al giorno, “quello che sto vivendo è la realtà o è un sogno?”. In questo modo possiamo abituarci a questo meccanismo mentale e, una volta dentro al sogno, renderci conto di stare effettivamente vivendo un’esperienza onirica.

Realtà aumentata

Un recente studio ha dimostrato che è possibile utilizzare la realtà aumentata per poter allenare individui ad avere sogni lucidi. Con il visore è possibile creare “sogni artificiali”; ad esempio è stato programmato un gioco che consisteva nello svolgere il ruolo di cameriere e consegnare cibo ai clienti di una mensa universitaria. Progressivamente l’ambiente diventava bizzarro e i clienti fissavano improvvisamente il partecipante o si trasformavano in manichini. Un’esperienza alquanto inquietante ma che permetteva di “allenarsi” con i sogni e quindi garantiva un maggior controllo del sogno lucido.

 

Sonno e realtà aumentata
Esempio di una simulazione ©Fonte: https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rstb.2019.0697

 

Mnemonic Induction of Lucid Dreams (MILD)

Per effettuare efficacemente la MILD è necessario avere una buona memoria dei sogni. Si inizia ricordando un sogno fatto la notte precedente o qualche notte prima e si identifica un’anomalia, all’interno del sogno, caratteristica del mondo onirico. Ad esempio, se la notte precedente avete sognato di non indossare il vostro solito orologio da polso, tutte le volte che non lo avrete con voi sospetterete che si tratti nuovamente del sogno e non della realtà. Prima di andare a dormire visualizzate bene questa anomalia e ricordate questa strategia.

 

Inibizione della acetilcolinesterasi

Come abbiamo precedentemente detto, il sogno lucido si verifica solo in fase REM; quindi, una tecnica consente ovviamente di aumentare la durata della fase REM, rendendo più probabile l’evento di un sogno lucido. Per allungare la fase REM si possono utilizzare inibitori dell’acetilcolinesterasi usando, ad esempio, la galantamina. Questo perché la quantità di acetilcolina è elevata durante la fase REM e l’acetilcolinesterasi degrada questo neurotrasmettitore. Per cui inibendo tale enzima la quantità di acetilcolina aumenta e, conseguenzialmente, incrementa la durata della fase REM.

 

Sogni lucidi nella musica

 

Ebbene sì, è stata dedicata anche una bellissima canzone sul tema sogni lucidi la conoscete?

 

Sogni lucidi e creatività

 

“Siete artisti in cerca di ispirazione? Siete studenti e avete bisogno di un ambiente ideale dove trovare risposte a tanti problemi? Qualsiasi lavoro voi facciate noi abbiamo una soluzione”. Beh, sembra tanto uno spot pubblicitario ma vi giuro che non lo è, non voglio vendervi nessuna pillola magica. Stephen LaBerge e Howard Rheingold, nel libro “Exploring the World of Lucid Dreaming”, discutono della creatività all’interno dei sogni lucidi e raccolgono testimonianze di diverse persone che affermano di poter utilizzare la pratica del sogno lucido per aiutarli a risolvere una serie di problemi creativi. Gli autori, in questo libro, discutono di come la creatività nei sogni possa derivare da un accesso cosciente ai contenuti della nostra mente inconscia. Ovvero ipotizzano che sia possibile, durante il sogno lucido, accedere ai contenuti della nostra mente che conosciamo ma non siamo consapevoli di sapere.

 

Quanto è frequente avere sogni lucidi?

 

In uno studio del 2016 condotto da David Saunders e la sua equipe è stato evidenziato che in un gruppo di 24.282 persone il 55% ha affermato di aver sperimentato almeno una volta nella vita un sogno lucido. Il 23% inoltre ha affermato di sperimentarli regolarmente.

 

Benefici dei sogni lucidi

 

Alcuni psicologi, come Victor Spoormaker e Van den Bout, hanno osservato che i sogni lucidi possono ridurre gli incubi e aiutare a combattere la depressione. Infatti, è stato anche condotto uno studio nel 2006 che ha valutato la validità del trattamento dei sogni lucidi nei malati di incubi cronici. I risultati hanno dimostrato che la frequenza dell’incubo era notevolmente diminuita e la qualità del sonno era leggermente aumentata.

I rischi dei sogni lucidi

 

Chi non ha mai avuto un sogno lucido potrebbe non capire cosa stia succedendo ed essere spaventato. Inoltre, persone con malattie mentali possono avere difficoltà a capire la differenza tra la realtà e il sogno.

Alcune persone possono sperimentare la paralisi da sogno, uno stato in cui la persona è parzialmente paralizzata e non può muovere gli arti. Spesso questa esperienza è accompagnata da allucinazioni. Parleremo di questo disturbo del sonno e di altri nella prossima “puntata”.

 

Conclusione

 

Possiamo controllare la nostra esperienza onirica, ma abbiamo bisogno di molto allenamento. Magari dopo aver letto questo articolo potrete iniziare a sperimentare con i vostri sogni e avere esperienze oniriche da fare invidia al miglior film. Ma se facessimo un incubo? Se da un sogno lucido non ci dovessimo più svegliare? Saremmo noi ad avere controllo sui sogni o i sogni ad aver controllo su di noi?

E se tutti noi fossimo sogni che qualcuno sogna, pensieri che qualcuno pensa?” (cit. Fernando Pessoa)

Fonti:

Watanabe Tsuneo (March 2003). “Lucid Dreaming: Its Experimental Proof and Psychological Conditions”. Journal of International Society of Life Information Science. Japan.

http://www.lucidity.com/SleepAndCognition.html

http://www.lucidity.com/slbbs/index.html

LaBerge, Stephen (1990). in Bootzin, R.R., Kihlstrom, J.F. & Schacter, D.L., (Eds.): Lucid Dreaming: Psychophysiological Studies of Consciousness during REM Sleep Sleep and Cognition. Washington, D.C.: American Psychological Association, pp. 109–26.

LaBerge, Stephen; Levitan, Lynne (1995). “Validity Established of DreamLight Cues for Eliciting Lucid Dreaming”. Dreaming 5 (3). International Association for the Study of Dreams

https://archive.org/details/dreamdrugstorech00hobs

Tholey, Paul (1983). Techniques for inducing and manipulating lucid dreams. Perceptual and Motor Skills, 57, 1983, pp. 79–90.

Tholey, P. (1980). “Klarträume als Gegenstand empirischer Untersuchungen [Conscious Dreams as an Object of Empirical Examination]”. Gestalt Theory2: 175–91.

Tholey, P. (1981). “Empirische Untersuchungen über Klartraüme [Empirical Examination of Conscious Dreams]”. Gestalt Theory3: 21–62

https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1002/ch.390

http://nectar.northampton.ac.uk/8705/1/Saunders20168705.pdf

https://www.karger.com/Article/Abstract/95446

https://royalsocietypublishing.org/doi/10.1098/rstb.2019.0697

Tommaso Magnifico

Sono Tommaso Magnifico, studente di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Sono interessato a tutti i temi scientifici, soprattutto riguardanti la neurologia. Socio Mensa (The high IQ society).

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