Sindrome dell’intestino irritabile (IBS)

“Mal di pancia, gonfiore addominale, diarrea, stitichezza”. No, non è una pubblicità di un nuovo integratore naturale a base di fermenti lattici, ma sono i sintomi di una condizione molto comune: il colon irritabile.

Tra le patologie gastrointestinali più comuni e curiose emerge proprio la sindrome dell’intestino irritabile (o colite irritabile, o IBS). L’incidenza è molto alta, intorno al 10%. Quindi, in media, su 10 persone che leggeranno questo articolo, 1 persona (soprattutto se di sesso femminile e dai 20 ai 50 anni) ne soffre.

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Definizione di IBS

Ad oggi si definisce IBS la presenza di dolore addominale, con cadenza di almeno una volta a settimana, associato alla defecazione e a cambiamenti di frequenza e/o di forma delle feci. (Criterio soddisfatto per gli ultimi 3 mesi con insorgenza dei sintomi da almeno 6 mesi prima della diagnosi).

Se la definizione vi sembra già assurda e troppo rigorosa, bene allora non avete visto ancora nulla. Considerate che la definizione di IBS, assieme ad altre definizioni di altre malattie (classificate in 8 classi, divisi a loro volta in altre classi) sono state ideate da un gruppo di medici impegnati in mesi e mesi di ricerche e (cito testualmente) “con uno sforzo editoriale”.

Ahimè, seppur a un lettore alcune definizioni possano sembrare banali, vi assicuro che non lo sono per niente. La definizione di IBS ha richiesto anni: in circa 20 anni è cambiata 4 volte e probabilmente cambierà ancora in futuro.

Questa patologia, così come altre, è difficile da definire a meno che non correlate a indagini cliniche. Solo raccogliendo sufficienti dati da un numero enorme di pazienti è possibile enunciare alcune definizioni. E più pazienti si studiano e più le definizioni cambiano. Insomma, la medicina è una disciplina in continua evoluzione.

Ad ogni modo, analizziamo e ironizziamo finché il nostro organismo ce lo permette meglio questa sindrome e capiamo perché è così particolare e pazzerella aggiungerei.

Quali sono le cause dell’IBS

Le cause sono molteplici e, nello stesso individuo, non è riconoscibile un singolo fattore scatenante. Possiamo riconoscere:

  • Fattori psico-sociali: aspetti emotivi e cognitivi, il comportamento nei confronti delle malattie ecc.
  • Fattori biologici: la predisposizione genetica, l’ipersensibilità viscerale, l’aumento della percezione degli stimoli chimici e fisici (ad esempio aumentata percezione della secrezione acida gastrica pasto-correlata, o della motilità gastrica o intestinale), alterazioni della flora batterica intestinale, alterazioni del sistema serotoninergico, low grade inflammation. Sì, insomma, l’elenco è sufficientemente lungo tale da fare skippare a tutti la lettura.

A complicare il tutto vi possono essere anche intolleranze e allergie alimentari e l’uso cronico di farmaci. Inoltre, a livello intestinale esiste il cosiddetto “secondo cervello”, in continua comunicazione con il nostro sistema nervoso centrale (esiste infatti un asse microbiota-intestino-cervello).

Quindi molti eventi stressanti a livello psichico si riflettono sull’intestino e, viceversa, i problemi intestinali possono causare problemi psicologici.

Inoltre, la IBS si combina spesso con altri disordini motori del tratto digerente: dispepsia funzionale, malattia da reflusso gastroesofageo ecc.

Per di più, un’alta percentuale di pazienti presenta: cefalea, dolori alla schiena, insonnia, debolezza, fibromialgia, dolore pelvico cronico, dolore dell’articolazione temporo-mandibolare …

Sì, ma basta!

Diagnosi di IBS

“Beh, se già le cause sono così tante non voglio immaginare cosa mi dirai sulla diagnosi!”. Ebbene sì, caro lettore, hai perfettamente ragione. L’alert warning a inizio articolo non era infatti casuale.

La diagnosi si basa sulla classificazione dei sintomi (annamo bene), che il medico dovrà identificare con cura e farà diagnosi per esclusione.

Ovvero se sono presenti i sintomi ma non ci sono malattie organiche specifiche che li giustifichino allora si fa diagnosi di IBS. Se invece sono presenti sintomi di allarme (insorgenza dopo i 50 anni, dimagrimento inspiegabile, anemia, febbre, sangue nelle feci, dolore che non migliora con l’evacuazione) allora bisogna procedere con indagini più approfondite.

“Aspetta, aspetta, aspetta … cioè, mi stai dicendo che se il medico non sa dove andare a parare con la diagnosi attribuisce a caso IBS?”. Assolutamente no, caro lettore.

La diagnosi di IBS va fatta se e solo se non ci sono sintomi di patologie che possano effettivamente essere d’allarme: neoplasie gastrointestinali, celiachia, infezioni ecc. Quindi il medico non andrà a fare diagnosi di IBS a caso o perché “non sa che pesci pigliare”, ma perché semplicemente non esistono altre cause organiche che possano spiegare la sintomatologia.

Per cui, in caso di sintomi d’allarme bisogna SUBITO escludere altre patologie effettuando:

  • Una bella colonscopia, ad esempio per escludere tumori.
  • Breath test al lattosio: ovvero il paziente ingerisce lattosio marcato con carbonio 13. Nel caso in cui la lattasi è assente il paziente è intollerante al lattosio, per cui questo zucchero verrà degradato dalla flora batterica intestinale producendo CO2 (sempre marcato con C13) che sarà rilevato nell’espirato con la gascromatografia.
  • Tomografia computerizzata, per studiare gli organi interni addominali e pelvici.
  • Esami del sangue alla ricerca degli anticorpi anti-trans glutamminasi per fare diagnosi di celiachia.

Trattamento dell’IBS

Se siete arrivati a leggere fin qui potete veramente dichiararvi migliori amici di Missione Scienza. Ma il nostro e vostro masochismo non è finito qui, eh no …

Se già le cause e la diagnosi erano così complesse vi lascio solo immaginare il trattamento. Ma fortunatamente con la nostra vena ironica tutto può diventare più semplice.

La prima cosa da fare, cari miei, è sempre agire sullo stile di vita. Il compito del medico deve essere in primis agire migliorando lo stile e la qualità di vita del paziente. Perché ogni minima scelta che voi fate ogni giorno per il vostro corpo influisce su quasi tutte le patologie. Per cui, anche nell’IBS, è fondamentale una dieta sana e l’attività fisica.

Per i pazienti che soffrono di stipsi e che per defecare devono chiedere la grazia al loro povero intestino verranno suggeriti integratori, lassativi (senza esagerare sennò vi beccate una bella melanosi del colon), fermenti lattici, ecc.

Invece in chi soffre di diarrea e che quando va in bagno sembra un fiume in piena si somministrano antidiarroici (il Loperamide ad esempio).

Se il sintomo principale è il meteorismo e sembra che ogni giorno sia festa per i continui fuochi d’artificio allora bisogna ridurre l’assunzione di alimenti che fermentano e somministrare enzimi digestivi, probiotici, piante carminative (camomilla, melissa, cumino).

Per alleviare i dolori intestinali si somministrano antispastici, ma a basso dosaggio altrimenti si potrebbe peggiorare la stipsi.

Inoltre, si prescrivono farmaci ansiolitici e antidepressivi se sono presenti alterazioni dell’umore.

Dieta a basso contenuto di FODMAP

Negli ultimi anni, per ridurre i disturbi associati all’IBS, è stata proposta una dieta a basso contenuto di carboidrati fermentabili alimentari (i cosiddetti FODMAP=fermentable oligosaccharides, disaccharides, monosaccharides, and polyols).

Questa dieta consiste in un basso consumo di farina di frumento, alcuni tipi di frutta (banane, uva, kiwi, limoni, mandarino, arancia) e vegetali (carote, erba medica, peperoni, cavolo cinese, cetrioli, melanzana) ecc. Una lista più approfondita la potete trovare su Healthline [eng].

Conclusione

E ora, cari miei, siamo arrivati alla conclusione. Potrei continuare a scrivere ancora altre cento pagine sulla IBS ma ve le risparmio, altrimenti poi mi denunciate per sequestro di persona e non sarebbe la mia prima volta.

Ricordate l’importanza dello stile di vita e dell’alimentazione e ovviamente per ogni vostro dubbio riferitevi al medico di base, il suo lavoro è proprio quello di risolvere ogni dubbio sulla vostra salute. Ovviamente senza importunarlo troppo, ricordate che anche lui è una persona.

Fonti

Sindrome dell’intestino irritabile – Humanitas Research Hospital

Sindrome dell’intestino irritabile: cosa fare e non fare – ISSalute

Tommaso Magnifico

Sono Tommaso Magnifico, studente di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Sono interessato a tutti i temi scientifici, soprattutto riguardanti la neurologia. Socio Mensa (The high IQ society).

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