Sindrome di Korsakov e “Il marinaio perduto”

La Sindrome di Korsakov è una malattia neurodegenerativa dovuta ad un deficit di vitamina b1 (tiamina), osservata, nel mondo industrializzato, soprattutto in seguito ad alcolismo. Oliver Sacks (famoso neurologo che con la sua empatia è stato in grado di descrivere al meglio diverse patologie neurologiche) nel suo libro “L’uomo che scambio sua moglie per un cappello” ha riportato un caso molto interessante di questa sindrome, seppur molto tragico. Immaginate di svegliarvi e di essere convinti di trovarvi nel 2020, ma tutto d’un tratto vi viene detto che non è il 2020 ma il 2060, come reagireste? Prendereste per pazzo chi vi parla o pensereste di essere abbastanza confusi? Ebbene è proprio ciò che capitava al marinaio Jimmie G del libro prima citato.

Jimmie G era un marinaio ex marconista nella marina e membro supplente nei sottomarini, aveva una vita che lo rendeva orgoglioso e che gli portava alla mente ricordi meravigliosi. La prima visita del Dottor Sacks iniziò in modo molto normale, con Jimmie che raccontava della sua vita e della sua città natale. Conosceva a memoria persino la cartina geografica della sua città, ricordava il nome di tutti i suoi colleghi e ricordava persino l’alfabeto Morse. Ma Sacks si accorse che quando Jimmie parlava dei tempi trascorsi nella marina utilizzava verbi al presente, infatti il paziente era convinto di avere 19 anni. Sacks allora prese uno specchio con il quale il paziente si osservò e vide un uomo di 50 anni. Jimmie si spaventò, pensava di essere in un incubo, non riusciva a capacitarsi che quell’uomo era effettivamente lui. Sacks lo accompagnò ad una finestra dove poteva osservare dei ragazzini giocare a baseball, quindi Jimmi si calmó. Il neurologo si allontanò dalla stanza per pochi minuti, quando ritornò Jimmie lo accolse con il sorriso e presentandosi di nuovo poiché si era dimenticato di quanto appena accaduto.

Come si sviluppa la Sindrome di Korsakov?

La Sindrome di Korsakov è una patologia che solitamente si riscontra in pazienti che hanno consumato alcol in modo cronico ed è il risultato di una carenza di tiamina.

La tiamina, nota anche come vitamina B1, è fondamentale per il corretto funzionamento del ciclo di Krebs, ovvero per la produzione di energia da parte delle cellule. Ma la tiamina non può essere prodotta dall’organismo e deve essere assorbita con la dieta. Il consumo prolungato di alcol provoca una ridotta capacità di assorbire la tiamina a livello duodenale, per cui causa un deficit della stessa e si assiste a una produzione inadeguata di energia. Il cervello per funzionare correttamente ha bisogno di molta energia, per cui una carenza energetica causa alterazioni cerebrali con conseguenti lesioni e atrofia cerebrale. Inoltre l’alcol presenta un’enorme tossicità nei confronti dei neuroni, peggiorando il danno neuronale. L’amnesia, che caratterizza questa sindrome, è il risultato dell’atrofia delle strutture diencefaliche (talamo, ippocampo e i corpi mammillari).

Cosa era successo a Jimmie?

L’abuso di alcol aveva causato danni cerebrali e portato ad amnesia anterograda. Questo disturbo consiste nell’impossibilità di immagazzinare i ricordi a breve termine e l’unica memoria presente è data da ricordi del passato, depositati prima dell’amnesia. Quindi Jimmie viveva in un limbo infinito, senza la minima idea di chi fosse, di dove fosse e di che cosa fosse successo.

Nel libro citato è presente un pezzo molto commuovente di seguito riportato:

“«Come si sente? ».

«Come mi sento? » ripeté grattandosi la testa. «Non posso dire di sentirmi male. Ma nemmeno bene. Non posso dire di sentire qualcosa».

 «É infelice? » continuai.

«Non posso dire di esserlo».

«Trova piacere nella vita? ».

«Non posso dire di trovarne…».

Esitai, temendo di spingermi troppo oltre, di far precipitare un uomo in una nascosta, inammissibile, insopportabile disperazione. «Non trova piacere nella vita» ripetei con una certa esitazione. «Che effetto le fa allora la vita? ».

«Non posso dire che mi faccia un qualche effetto».

«Ma si sente vivo? ».

«Sentirmi vivo? Non proprio. É da molto tempo che non mi sento vivo».”

Si poteva dire che Jimmie ormai era diventato “de-animato”?

Probabilmente no, di Jimmie era rimasta ancora qualche traccia. Infatti Sacks ci racconta di come un uomo, nonostante i suoi problemi di memoria e d’identità, possa vivere appieno la vita.

In che modo? Beh, sarebbe bastato guardare Jimmie mentre andava in chiesa per partecipare alla Santa Comunione. Lì non c’era sindrome di Korsakov che teneva, non c’era nessuna amnesia. Jimmie era vivo e respirava solo se era sentimentalmente coinvolto in ciò che faceva.

Forse allora c’era un barlume di speranza, forse in quale modo sarebbe stato possibile “re-animare” Jimmi, ma in che modo? Quando sono alterate alcune funzioni superiori (come la memoria), il miglior modo per aiutare il paziente è regalargli emozioni, magari portandolo nella sua città natale o facendogli rincontrare famigliari. Questo perché se la parte conscia delle funzioni superiori è alterata è possibile evocarla attraverso le sensazioni. Tale affermazione implica che una perdita di coscienza nel controllo di funzioni cognitive può essere in parte recuperata attraverso l’utilizzo della componente ancestrale encefalica, ovvero stimolando l’evocazione di ricordi emozionali. Purtroppo però nel caso di Jimmie la città natale era completamente cambiata in quegli anni e quando il fratello andò a fargli visita lui non lo riconobbe. Infatti lui e il fratello non si vedevano da tanto tempo e per di più Jimmie all’inizio non credeva minimamente che quello fosse veramente il fratello, infatti diceva: “La smetta di scherzare! Per l’età che ha potrebbe essere mio padre. Mio fratello è un ragazzo e sta ancora studiando ragioneria”. Fortunatamente però dopo un po’ fu in grado di riconoscerlo e i loro incontri divennero molto intensi e commoventi, anche se Jimmi non riusciva a capire come mai il fratello fosse così vecchio, “ mah, forse c’è chi invecchia presto” diceva. Un’altra opzione possibile per poter intrattenere Jimmie fu quella di farlo partecipare ai programmi ricreativi organizzati nella casa di cura. Per poco tempo Jimmie si lasciava coinvolgere con entusiasmo nei giochi e nelle partite, ma ben presto lo stimolo scompariva poiché risolveva tutti i rompicapi con molta facilità e nei giochi superava tutti per abilità e prontezza. Infatti nonostante l’amnesia Jimmie era molto intelligente e abile, era un ragazzo di 19 anni intrappolato in un corpo più anziano.

Ma perché la memoria di Jimmie si ferma proprio a 19 anni? Jimmi era un grande bevitore e dopo il congedo dalla marina crollò e iniziò a bere sempre più sul serio, fino a quando non cadde in uno stato di completa confusione perdendo tutti i suoi ricordi più recenti. Per cui la sua memoria da allora si “fossilizzò” ai 19 anni.

La sindrome di Korzakov lo aveva debilitato, ma fortunatamente non in modo completo. Questa esperienza patologica lo aveva reso un uomo, dal punto di vista spirituale, completamente diverso. Era diventato attento alla bellezza e all’anima del mondo; sentiva a pieno qualsiasi emozione e, anche se subito dopo se ne dimenticava, mentre la provava era vivo. Sentiva l’ebrezza del mondo, le sensazioni nel suo cuore affioravano e lo facevano sentire sano. La malattia gli aveva tolto una parte della mente ma l’anima era ancora lì, intatta e che vagava tra le sue amnesie.

“Per l’anima non vi è nascita né morte. La sua esistenza non ha avuto inizio nel passato, non ha inizio nel presente e non avrà inizio nel futuro. Essa è non nata, eterna, sempre esistente e primordiale. Non muore quando il corpo muore. L’anima è immensamente grandiosa e indecifrabile” (Bhagavad-gita)

Fonte: “L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello” (Oliver Sacks).

https://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_che_scambi%C3%B2_sua_moglie_per_un_cappello

 

Tommaso Magnifico

Sono Tommaso Magnifico, studente di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Sono interessato a tutti i temi scientifici, soprattutto riguardanti la neurologia. Socio Mensa (The high IQ society).

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