Perché abbronzarsi fa male

I rischi legati all’esposizione ai raggi solari.

Lo so, abbiamo appena superato la fase più critica della pandemia e probabilmente vorreste sentir parlare solo di mare, spiaggia, sole e tintarella. E noi?

Noi vi accontentiamo!

Oggi cercheremo di capire insieme perché abbronzarsi può essere pericoloso, quali sono i rischi legati ad una esposizione prolungata ai raggi solari e che cosa intendiamo per fotoinvecchiamento.

Per farlo è importante conoscere dei concetti fondamentali per la nostra salute.

La cute

La pelle, più correttamente cute, è costituita da più strati: quello più esterno prende il nome di epidermide ed è a sua volta formato da più strati di cellule, chiamate cheratinociti. Di questi, lo strato più esterno, detto strato corneo, è quello più soggetto ai traumi ed è lo stesso che perdiamo periodicamente ed in maniera graduale con un processo che prende il nome di desquamazione. Lo strato perduto viene sostituito dagli strati sottostanti che via via si fanno più superficiali. Questo è possibile grazie all’esistenza dello strato basale, lo strato più profondo dell’epidermide. Qui sono presenti delle cellule staminali . Le cellule staminali cutanee sono quelle che stanno lì nascoste ed il loro scopo principale è uno: riprodursi. Quando gli strati più superficiali si danneggiano le cellule staminali si riproducono dando origine a nuove cellule cutanee, che piano piano risalgono verso gli strati superficiali per sostituire le cellule andate perdute.
I raggi ultravioletti del sole sono in grado di penetrare tutti gli strati della cute e danneggiano non solo quelli più superficiali, ma anche le cellule basali. Per questo motivo i danni cutanei, in seguito a prolungata esposizione al sole, sono per lo più irreversibili e si accumulano nel tempo.

Strati della cute e dell'epidermide
I diversi strati dell’epidermide: da quello più esterno, lo strato corneo, a quello più profondo, quello delle cellule basali.

Invecchiamento cutaneo

Esistono due tipi di invecchiamento cutaneo:
Cronologico: è un processo inevitabile, che dipende dalle nostre caratteristiche genetiche ed è strettamente legato all’età. Esso è caratterizzato da cute bianca, liscia e flaccida.
Fotoinvecchiamento: processo evitabile, che è dovuto all’esposizione ai raggi UV. Questo costituisce innanzitutto un problema estetico: la cute è fortemente rugosa, turgida, con dei veri e propri solchi a forma di rombi, il colorito è disomogeneo e va dal giallastro al rossastro. Nella foto possiamo vedere a confronto gli effetti dell’invecchiamento cronologico e del fotoinvecchiamento: il soggetto in questione è un conduttore di mezzi pesanti che per tutta la sua vita ha subito gli effetti dei raggi solari prevalentemente da un solo lato del suo viso. Indovinate quale.

Effetti dei raggi solari sulla cute
In foto un uomo, camionista di professione, in cui è possibile mettere a confronto le due forme di invecchiamento cutaneo: la metà sinistra del suo volto è stata costantemente esposta al sole e presenta i segni del fotoinvecchiamento mentre l’altra no.

I raggi solari

I raggi del sole variano in base a tantissimi fattori, tra cui l’ora del giorno: in linea di massima possiamo dire che, in Italia, dalle 10:30 alle 16:30 circa ci sono dei raggi solari pericolosi, non solo perché sono più intensi ma sono proprio diversi: essi infatti riescono a raggiungere più facilmente il nucleo delle cellule causando danni potenzialmente irreversibili al DNA. Per questo motivo, tralasciando la problematica estetica, è importante conoscere gli effetti del fotoinvecchiamento sulla nostra salute: esso è infatti un fattore di rischio per i tumori della cute come il carcinoma spinocellulare e il melanoma.

melanoma
Nevo cutaneo che si è trasformato in un tumore maligno: il melanoma

Curiosità

Piccola curiosità: in passato la moda imponeva cute chiara, bianca come le perle e i nobili facevano di tutto per mantenerla tale. Il motivo? Il popolo umile e povero lavorava sotto al sole e la loro pelle era scura e rovinata. I nobili volevano ad ogni costo prendere le distanze dal popolino, preservando la loro pelle chiara.

Conclusioni

Quindi, in definitiva, abbronziamoci sì, ma con moderazione e usando le creme protettive, soprattutto sui bambini e su chi ha un fototipo chiaro, la cui cute è ancora più delicata.

Missione scienza è sempre alla luce del sole, ma si protegge, fatelo anche voi!

Fonte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Il contenuto è protetto da Copyright