Mirmecomorfismo: perché assomigliare ad una formica

Mirmecomorfismo: perché ragni e insetti si camuffano da formiche?

Nella foto che vedete qui sopra, potete notare, un esemplare di Formica japonica (la comunissima formica) Synemosyna formica. No, non è una formica. È un ragno, anche se la somiglianza è impressionante! E, per non confondersi, è fondamentale contare le zampe: otto nel ragno e sei nella formica, che è un insetto. Questo aracnide furbetto sta attuando una forma di mimetismo, chiamata “mirmecomorfismo“.

Questa particolare parola deriva dal greco “myrmex”, che significa formica, e “morfos“, che significa forma. Ovvero: “che assomiglia alla formica”.

Si tratta di uno specifico tipo di mimetismo, chiamato “batesiano”. Per farla breve: una specie animale imita, con colorazioni, forme e anche comportamenti, un’altra specie considerata pericolosa o poco appetibile.

Gli obiettivi del mirmecomorfismo possono essere duplici: sfuggire ai predatori (mimetismo difensivo) o intrufolarsi nei formicai e predare indisturbati (mimetismo aggressivo).

Ma perché proprio le formiche?

Queste ultime, sono piccole e poco appetibili. Possono essere velenose ma, soprattutto, vivono in colonie e sono molto, ma molto, aggressive.

Sebbene centinaia di specie di insetti imitino le formiche, gli aracnidi tuttavia hanno sviluppato con queste ultime tre tipi di rapporti specifici.

Neanide di Odomantis. ©L. Shyamal

Mirmecomorfismo, mirmecofilia e mirmecofagia

Abbiamo visto che il mirmecomorfismo è un tipo di mimetismo batesiano: i ragni assomigliano a formiche per evitare i predatori, ad esempio altri ragni.

Esistono specie di aracnidi che hanno sviluppato un tipo di rapporto simbiontico con le formiche. E come dargli torto? Facendosi “amiche” queste ultime, ottengono protezione dai predatori, un clima stabile e risorse abbondanti di cibo. Meglio di così!

Infine troviamo i ragni mirmecofagi che, come suggerisce il termine, si intrufolano nei formicai per fare razzia di uova di formiche e formiche stesse. Anche in questo caso, predare all’interno di un formicaio garantisce una dispensa alimentare pressoché infinita.

In tutti e tre i tipi di relazioni ragno-formica, per gli aracnidi non è sufficiente assomigliare a formiche. Devono comportarsi come formiche e, addirittura, avere feromoni simili a queste.

Intrufolarsi in un formicaio senza “odorare” di formica è un po’ come entrare a Mordor sbandierando l’Unico Anello.

Adattamenti morfologici e comportamentali

Negli insetti, il corpo è diviso in tre segmenti: capo, torace e addome. Negli aracnidi è diviso in due: cefalotorace e opistosoma.

Morfologia insetto e ragno
A sinistra: morfologia di un ragno © Kaldari
A destra: morfologia di un insetto. ©Luciana Bartolini

Ecco che gli adattamenti morfologici fanno assomigliare i due segmenti degli aracnidi ai tre degli insetti.

C’è un problema però. I ragni hanno otto zampe, gli insetti sei. Come si fa? Imitando i comportamenti delle formiche, in questo caso.

Spesso, i ragni mirmecomorfi, camminano con solo sei zampe, e agitano le altre due a mo’ di antenne. Non solo, camminano come formiche, seguendo un’andatura a zig zag tipica di questi insetti. Come se non bastasse, alcuni ragni salticidi mirmecomorfi imitano le formiche anche durante la caccia e, invece di zompare addosso alla preda, la picchiettano e poi se la pappano.

Ovviamente anche la stessa somiglianza morfologica ha delle variabili: alcuni ragni sono delle imitazioni pressoché perfette delle infaticabili formiche, altri invece assomigliano a formiche che, però, non sono presenti nell’habitat circostante: si parla di imitazioni “imperfette”. Ci sono poi le imitazioni “polimorfiche”: alcuni ragni imitano più specie di formiche presenti nell’habitat.

Gli svantaggi del mirmecomorfismo

Se, da un lato, assomigliare ad una formica porta diversi vantaggi, dall’altro è un grosso problema.

Sembrare in tutto e per tutto una formica attira… i predatori di formiche! Inclusi i ragni mirmecofagi.

Alcuni mirmecomorfi riescono ad affrontare questo problema smettendo di muoversi come una formica e correndo come un ragno, lasciando un filo di seta come a segnalare “ehi, ehi! Alt! Sono un ragno, eh! Ti faccio un culo così!”.

Un altro svantaggio importante è quello di dover seguire il ritmo circadiano della specie imitata.

Che ci fa una formica sola soletta alle tre di notte, lontana dalla sua colonia? Ehi, ma aspetta, non sarai forse un ragno?

Come se non bastasse, il mirmecomorfo deve basarsi sulle prede presenti nello stesso habitat del modello che imita, altrimenti il suo travestimento non avrebbe senso. Sembrare una formica in un posto dove non ci sono formiche, non è il massimo.

Anche accoppiarsi diventa decisamente difficoltoso. Per due motivi principali.

  1. I due ragni devono imboscarsi in un luogo isolato: assomigliare a formiche che si accoppiano come ragni potrebbe far cadere la loro copertura.
  2. Un calo della fecondità dovuto ad un minor numero di uova che, a sua volta, è dovuto alle costrizioni addominali necessarie per essere dei bravi mirmecomorfi.

Conclusioni e sviluppi evolutivi

Abbiamo visto che essere un ragno che somiglia ad una formica ha i suoi vantaggi e altrettanti svantaggi. Tuttavia è molto interessante studiare le interazioni tra queste due specie diverse di artropodi, anche per la loro complessità.

Gli adattamenti evolutivi di mirmecofilia e mirmecofagia, ad esempio, ne sono la prova. Questo perché i formicai rappresentano una sorta di ecosistema a sé stante.

I ragni mirmecofili e mirmecofag hanno evoluto adattamenti specifici per integrarsi nelle colonie di formiche come, ad esempio, feromoni simili. Tuttavia, tali adattamenti pongono seri limiti alla distribuzione geografica di questi aracnidi.

Ciò rende le ricerche più difficili e, purtroppo, il rischio di estinzione è dietro l’angolo.

Forse molti di noi hanno pensato che, seppure decisamente vasto, il mondo entomologico fosse piuttosto semplice e non potesse riservare grandi sorprese. Invece c’è da ricredersi: anche dei ragni sfuggenti hanno sviluppato complessi evolutivi ancora da chiarire del tutto e che, sicuramente, potranno dare il loro piccolo grande contributo a studiare… l’evoluzione delle specie.

 

FONTI:

https://www.hindawi.com/journals/psyche/2012/151989/

https://blogs.scientificamerican.com/evo-eco-lab/word-of-the-month-myrmecomorphy/

https://phys.org/news/2014-11-spiders-disguise-ants-prey.html

https://en.wikipedia.org/wiki/Ant_mimicry

 

 

 

 

 

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