Mestruazioni sincronizzate… facciamo chiarezza!

Un articolo sulle mestruazioni? Ebbene sì, nulla di strano.

Le battute facili e sessiste tipo “Quattro amiche che hanno contemporaneamente le mestruazioni terrorizzano molto più di una gang di Narcos colombiana” hanno francamente stancato.

Basta. Siamo nel 2020.

Però fanno sempre ridere…

Quindi in questo articolo, in pieno stile Missione Scienza, le limiteremo allo stretto necessario (no, non è vero, saranno più o meno ovunque).

Il ciclo mestruale è un tema come un altro, un aspetto della natura dell’uomo che ha il suo fascino e che per anni ha costituito ingiustamente un tabù. Un processo fisiologico affascinate che viene tutt’ora studiato e che, come vedremo, presenta dei miti sui quali va fatta chiarezza.

È vero che le mestruazioni si sincronizzano?

Per cercare di rispondere a questa domanda, andremo a spulciare gli studi scientifici ad oggi disponibili su questo ‘sanguinoso’ tema. Cercheremo inoltre di capire in cosa consista il ciclo mestruale e come la sincronizzazione del ciclo possa essere in effetti utilizzata negli allevamenti bovini.

Cominciamo con il dire che il tema è stato effettivamente indagato perché tantissime persone riferiscono di aver fatto esperienza di questo strano fenomeno. Sembrerebbe proprio che gruppi di individui uteromuniti che si trovino a passare molto tempo a stretto contatto finiscano effettivamente con l’avere il ciclo negli stessi giorni.

Questo è un fenomeno che può verificarsi indistintamente tra coinquilini, nelle coppie, fra mamma e figlia, tra sorelle, nei dormitori universitari. In pratica tra persone più o meno congiunte da legami affettivi, professionali o famigliari.

 

Un super potere del sesso femminile © facebook/wrongjokes

 

Il ciclo mestruale: il loop degli ormoni e le ovaie ribelli

Il ciclo mestruale dura mediamente 28 giorni e consiste in una serie di cambiamenti che riguardano l’apparato riproduttivo femminile, coinvolge per lo più le ovaie e l’utero, la cui ‘comunicazione’ è mediata dagli ormoni che servono a rendere possibile la gravidanza.

Anche se esistono persone piuttosto regolari da questo punto di vista, è bene ricordare che la durata del ciclo mestruale è comunque soggetta a una buona dose di variabilità, sia da individuo a individuo, che nel corso della vita di uno stesso soggetto.

A prescindere però da quanto siano ‘ribelli’ le ovaie, il ciclo mestruale definisce univocamente la fase fertile della vita di una persona. Con l’avanzare dell’età, il corpo perde infatti la possibilità di produrre spontaneamente ovuli fecondabili ed entra quindi nella cosiddetta menopausa. Questo fenomeno si presenta solitamente tra i 45 e i 55 anni.

Prima di tornare alla sincronizzazione delle mestruazioni, facciamo un ripasso iper-semplicistico di cosa compone l’intero ciclo mestruale e di quali ormoni lo governano. Il ciclo mestruale si può dividere in 3 sottofasi:

LA FASE FOLLICOLARE. Dove il follicolo è l’ovocita (ciò che uno spermatozoo potrebbe fecondare) circondato da cellule piatte dell’epitelio follicolare. Viene prodotto sotto lo stimolo dell’ormone Follicolo-Stimolante (FSH). I follicoli, andando incontro a maturazione, producono a loro volta estrogeni che inducono la formazione di un tessuto detto endometrio proliferativo all’interno dell’utero. Se ci fosse un’amorevole ‘sesseggiata’ senza preservativo, sarebbe lì che l’ovulo fecondato (embrione) andrebbe a collocarsi.

L’OVULAZIONE. Il follicolo maturo produce una quantità tale di estradiolo da attivare il rilascio dell’ormone luteinizzante (LH). La parete di cellule piatte si indebolisce progressivamente e la cellula più grande del corpo umano, l’ovulo (quasi mezzo millimetro di diametro!), viene rilasciata.

(Nota a margine. Figata rara: l’ovulazione rende l’olfatto più sensibile!)

LA FASE LUTEA. A seguito dell’ovulazione, quel che rimane del follicolo si trasforma nel corpo luteo, guidato da ormoni prodotti dall’ipofisi. Il corpo luteo (in caso di avvenuta sesseggiata condom-free) produrrà progesterone. Questo ormone permette il salto da super-sayan dell’endometrio proliferativo, che lo rende un ‘caldo e morbido tessuto’. Come abbiamo detto, sarà qui che verrà eventualmente accolto l’embrione nelle prime fasi della gravidanza.

Le fasi del ciclo mestruale. a) follicolo in formazione, b) follicolo maturo c) ovulazione, M) mestruazioni © Wikipedia

Adesso, dire che la sintesi che abbiamo fatto è minimale e veramente un eufemismo. Qualsiasi professore di fisiologia ci prenderebbe a sberle bestemmiando in lingue estinte e farebbe benissimo, ma questo articolo ha uno scopo differente: chiarire se i cicli mestruali di persone diverse possano davvero sincronizzarsi.

Gli studi condotti sulle ‘mestruazioni che vanno a braccetto’

La prima ad essersi posta la domanda è stata Martha McClintock, una psicologa che si accorse del fenomeno mentre, da liceale, viveva nel dormitorio della sua scuola. Era rimasta talmente affascinata dalla possibilità che esistesse il sincronismo mestruale che nella sua vita studiò a più riprese la questione. La buona Martha non ci dormiva la notte per ‘sta cosa!

Una volta all’università decise infatti di condurre uno studio raccogliendo dati da 135 individui! Calcolate che lo studio venne pubblicato su Nature nel 1971… e parliamo di un periodo in cui l’argomento ‘mestruazioni’ era davvero ancora considerato disgustoso e disdicevole dall’opinione pubblica. Bella strong la nostra Martha!

Le persone intervistate erano tutte studentesse del Wellesley College che vivevano nella stessa struttura universitaria. Con una dedizione che rasenta la follia, Martha McClintock durante l’anno accademico chiese loro per 3 volte le seguenti domande:

– “quando hai avuto i tuoi ultimi 2 cicli mestruali?”
– “quali sono le ragazze con cui stai vivendo e che frequenti assiduamente?”

Raccolse questi dati e poi incrociò le risposte di tutte.

Quello che saltò fuori era che nei gruppi stretti di amiche e coinquiline da lei intervistate le mestruazioni sembravano davvero tendere alla sincronia! Questo perché ad inizio anno accademico il ciclo dei gruppi risultava sfalsato di 6.4 giorni ma poi tendeva a essere mano mano più coordinato, fino a variare di soli 4.6 giorni a fine anno.

Lo studio lasciò stupite parecchie capocce accademiche che mai avevano considerato questa possibilità. Molto spesso, anche oggi, non si parla tanto di sincronismo mestruale quanto piuttosto di “effetto McClintock“, in onore di Martha e della sua “fissa del mestruo”.

Questo studio creò a tutti gli effetti un falso mito perché, come vedremo, era in realtà non solo abbastanza fallace ma comunque non riusciva in alcun modo a chiarire come si potesse verificare la coordinazione tra le ovaie di soggetti diversi.

Alcuni ricercatori provarono a giustificare l’effetto McClintock ipotizzando che fosse legato ai fantomatici feromoni, ma anche qui mancava una base scientifica solida (i dati, servono sempre i caz*o di dati!). Senza contare che il dibattito accademico sul fatto che l’essere umano sia realmente in grado di produrre o meno ‘sti feromoni è ancora decisamente aperto…

Ah, scusate… i feromoni sono sostanze chimiche prodotte e poi rilasciate da un animale che vengono captate da un altro animale della stessa specie e che causano una reazione fisiologica o comportamentale.

Della serie:  TU PRODUCI il feromone, IO LO CAPTO e sono ingrifato.

Meccanismo di funzionamento dei feromoni – spiegazione accurata.

In questo caso ovviamente non si voleva giustificare l’eccitazione sessuale, ma la sincronia mestruale.

Tentativo fallito. Martha McClintock e altri autori condussero studi su due specie di primati e su altri mammiferi di piccola taglia, su gruppi di femmine da 2 a 5 individui. Inizialmente sembrò che facendo respirare ai soggetti la stessa aria le mestruazioni tendessero a coordinarsi, ma gli studi, ancora una volta, non si mostrarono riproducibili. Ahia, la storia inizia a mettersi male.

Sia negli anni ’90 che più recentemente (nel 2006), altri ricercatori ripresero lo studio di Martha McClintock del 1971 prendendo in considerazione campioni simili a quelli della pubblicazione originale, ma ottennero risultati divergenti.

In aggiunta furono anche sollevate polemiche sull’analisi dei dati della cara Martha. Emerse che la divergenza iniziale dei cicli (quella rilevata a inizio anno accademico) era sotto-stimata a causa di un vizio di forma nella raccolta dei dati.

La buona Martha era praticamente tanto ostinata nel dimostrare la sua tesi, quanto capra nella statistica.

Rimane il fatto che lo studio era stato pubblicato su Nature, mica su Novella2000! Questo per dire che può capitare a tutti (anche ai migliori) di credere ad una cagata se si prendono per buoni dati sbagliati!

Conclusioni: un fatto di percezione

Ok, ma quindi? Come spieghiamo il fatto che così tanti soggetti affermino di avere il ciclo sincronizzato?

Potrebbe essere un mero fatto di percezione psicologica: due fenomeni che hanno una frequenza diversa tendono a un certo punto, per brevi periodi, a sembrare coordinati (per puro caso!) prima di tornare ad essere palesemente fuori sincro.

Facciamo degli esempi per capirci meglio. Se guardiamo due alberi di natale nel palazzo di fronte, con le luci a intermittenza che si accendono/spengono ciascuno con il proprio ritmo non succede nulla. Se però rimaniamo a guardarli per qualche secondo, a un certo punto, i due alberi andranno a braccetto. La cosa durerà per un po’, poi di colpo ci sembrerà di nuovo che ciascuno vada per i fatti propri.

Per non aspettare Natale potreste semplicemente farci caso la prossima volta che sarete fermi in coda al semaforo e due macchine davanti a voi avranno le frecce accese.

Stessa cosa: le frecce brilleranno ad-cazzum, poi in-sincro per un po’, poi di nuovo per i fatti loro, poi PEEEHM! Daje che il semaforo è verde! (Non ci diventate scemi co ‘sta cosa)

Il punto è che a noi non ce ne frega niente di quando le frecce o gli alberi vanno scoordinati, ma siamo stati super-felici nel momento in cui si sono allineati. La stessa cosa potrebbe accadere col ciclo.

I soggetti potrebbero esser stati molto più attenti ai momenti di sincronia e averli fissati meglio nella memoria rispetto a quando, per mesi, dentro casa ognuno ha avuto il ciclo per conto proprio…

Nessuno dice che la coordinazione dei cicli mestruali non esista, sia chiaro. Stiamo dicendo che fino ad ora non esistono studi riproducibili che abbiano fornito evidenze numeriche a supporto di questa tesi. L’unica cosa che spiega l’effetto, ad oggi, è una distorsione nella percezione del fenomeno.

Ci so’ rimasto malissimo pure io.

Chissà se un domani ci sarà una nuova Martha Mc Clintock, più brava in statistica e in fisiologia, in grado di trovare le prove scientifiche che ad oggi non riusciamo ad avere sul sincronismo mestruale! Chissà se sarà poi così arguta da riuscire eventualmente anche a capire a cosa sia dovuto un fenomeno tanto assurdo.

Due note a margine

Nota 1: negli allevamenti bovini (vacche da latte, bufale) spesso si ricorre alla sincronizzazione dei calori della mandria. Mandare infatti in calore le bovinesse in particolari momenti dell’anno facilita la gestione della fecondazione artificiale degli animali e permette di gestire al meglio la produzione di latte. Quindi negli animali sì, è possibile modificare il ciclo mestruale (e regolare il periodo dell’ovulazione) tramite un apposito protocollo di somministrazione di ormoni.

Nota 2: gli sceneggiatori di Netflix, in preda a un calo motivazionale fortissimo e a una profonda crisi di creatività, hanno pensato ad una serie TV nella quale quattro coinquiline tutte col ciclo sincronizzato, per 5 giorni al mese si macchiano delle peggiori nefandezze, salvo poi farsi prendere da crisi pianto.
La serie si chiamerà “La casa di Tampax“.

La ‘nota 2’ è palesemente una cazzata che ci siamo inventati al momento, ma ci piaceva chiudere il pezzo con una cagata fenomenale e senza senso… anche se l’idea ha il suo potenziale.

Ho visto serie TV con trame ben peggiori.

Fonti:
articolo di M. McClintock: https://www.nature.com/articles/229244a0

Altre fonti:
http://www.mum.org/mensyn.PDF
https://link.springer.com/article/10.1007/s12110-006-1004-0
Youtube: Do Menstrual Cycles Really Sync Up?
http://www.psyneuen-journal.com/artic…
https://www.unomaha.edu/college-of-arts-and-sciences/callitrichid/publications/1987/French-Stribley-AJP.pdf

Emanuele Falorio

Laureato in biotecnologie, lavoro da anni nel settore dell'industria alimentare. NERD da molto prima che facesse fico;  appassionato di divulgazione scientifica da quando mi ci sono ritrovato dentro per puro caso. Scrivo per Missione Scienza ad orari improbabili quindi mi scuso per tutti refushi e gli erorri di battitura, è già un miracolo che non mi sia mai addormentato sulla tastieeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee

3 thoughts on “Mestruazioni sincronizzate… facciamo chiarezza!

  • 7 Luglio 2020 in 09:22
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    Adoro il tuo stile e l’ironia con cui affronti la divulgazione scientifica. Un piccolo scivolone quando parli di coinquilini (con la i) che sincronizzano il ciclo, ma capisco dal resto dell’articolo la tua fascinazione per l’argomento e quindi immagino un certo desiderio di partecipazione.
    Man mano che andavo avanti leggendo l’articolo pensavo di condividerlo in un gruppo di donne che si occupano di pregiudizi di genere, per stimolare qualche conversazione, ma poi, giusto alla fine, “la casa di Tampax”, le efferatezze durante il ciclo e il pianto poi. Rimango stupita e.. no, ti evito il massacro che ne seguirebbe. Un peccato davvero.

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    • 7 Luglio 2020 in 10:24
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      Ciao Elena, grazie innanzitutto del tuo feedback. Per noi che siamo appassionati di divulgazione (non professionisti del settore) è sempre molto importante riceverne. La scelta dello stile è in effetti singolare e facciamo ricorso all’ironia ogni volta che possiamo.
      La “i” di coinquilini è perché abbiamo provato a dare un taglio gender friendly.
      Riguardo la battuta finale che dire, è piaciuta a tantissime persone (il nostro principale bacino d’utenza è facebook piattaforma sulla quale ci seguono circa 90k follower).
      Per quanto mi riguarda, ma parlo a nome di tutto lo staff, siamo perfettamente consapevoli di non poter piacere a tutti ma il nostro stile è questo da diversi anni e ci piace che sia così. Calcola anche che per noi questo è un hobby (che richiede un impegno enorme) e se ci rompessimo le scatole a scrivere sarebbe una cosa pesante sia per noi che per i lettori.
      Se ritieni che l’articolo possa far nascere discussioni interessanti davvero none sitare e condividilo dove preferisci. Non abbiamo mai temuto e shitstorm e siamo adulti e vaccinati per rispondere con educazione a tutte le critiche, soprattutto quelle mosse in modo costruttivo, come ad esempio la tua, fanno davvero sempre un gran bene e ci aiutano a metterci un po’ in discussione.

      Questo articolo (anche su facebook) ha davvero generato tante belle discussioni, quindi un po’ il suo scopo (la divulgazione) lo ha raggiunto. Sul tono forse hai ragione tu, ma avrebbe avuto la stessa diffusione virale senza questa irriverenza??
      Difficile da dirsi.
      La prossima volta ci andrò meno pesante e vedremo; possiamo solo sperimentare! 🙂
      Un caro saluto, grazie ancora,
      Emanuele

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