Hopi: gli Indiani d’America albini

Indiani d’America Hopi: un viaggio tra cultura e genetica

Nel nord-est dell’Arizona, negli USA, esiste una tribù indigena molto speciale, la cui genetica è stata ampiamente studiata.

Si tratta degli Hopi: gli Indiani d’America albini.

L’albinismo è una condizione che, generalmente, si presenta in un singolo individuo ogni diciassettemila. Questo rapporto nella tribù degli Hopi sale a uno su duecento. Come mai?

Prima di svelare il mistero è bene fare una piccola digressione su cosa sia l’albinismo.

 

L’albinismo: definizione, cause ed effetti

L’albinismo è un’anomalia congenita caratterizzata dalla totale o parziale assenza di pigmento.

Ne possono essere affetti tutti i vertebrati, uomo incluso. Gli individui albini, a causa di una parziale o totale mancanza dell’enzima tirosinasi, manifestano una decolorazione di occhi, pelle e capelli (albinismo oculocutaneo) oppure solo degli occhi (albinismo oculare).

L’enzima tirosinasi è responsabile della sintesi delle melanine, i noti pigmenti responsabili del colore, più o meno scuro, della pelle. Una delle funzioni principali delle melanine è quella di proteggerci dagli effetti dannosi delle radiazioni UV solari.

Ecco perché, purtroppo, la condizione di albinismo trascina con sé tutta una serie di problematiche non indifferenti. Prima fra tutte l’impossibilità di esporsi alla luce solare: per un albino l’incidenza di bruciature, scottature e soprattutto tumori della pelle è decisamente elevata.

Subentrano poi tutta una serie di disturbi all’apparato visivo, eccone alcuni:

  • Fotofobia: causata dalla dispersione della luce all’interno dell’occhio (ricordiamo che l’iride degli albini è trasparente), provoca un forte dolore in caso di eccessiva luminosità ambientale.
  • Ridotta acuità visiva.
  • Nistagmo: è un movimento oscillatorio dell’occhio, una sorta di “tremore”.
  • Ipoplasia del nervo ottico: ridotto sviluppo del suddetto.

 

Trasmissione dei caratteri

Quando si tratta di albinismo, nella maggioranza dei casi, si parla di una trasmissione dovuta a un genotipo recessivo.

Che cosa vuol dire? All’atto pratico, l’albinismo si manifesta nel caso in cui entrambi i genitori siano albini o portatori sani. Questi ultimi ne possiedono il carattere, ma non manifestano tale anomalia genetica.

Scendendo un po’ più in profondità, stiamo parlando di un tipo di eredità autosomica recessiva: un modo di trasmissione di uno specifico carattere.

In questo caso il fenotipo, ergo la manifestazione esterna del carattere (in questo caso: pelle, occhi e capelli depigmentati), si manifesta quindi se il genotipo (l’insieme di tutti i geni che compongono il DNA) possiede entrambi gli alleli (le due o più forme alternative dello stesso gene). Quando sono presenti entrambi gli alleli si parla di omozigosi.

Per chi se lo stesse chiedendo, gli alleli di uno specifico carattere si trovano nella stessa posizione nei cromosomi omologhi, ma possono portare a manifestazioni esterne dei caratteri del tutto differenti. Gli alleli del colore dei capelli, ad esempio, codificano per il colore castano, biondo, nero, eccetera.

Peculiarità della trasmissione autosomica recessiva è quella di trasformare l’individuo in un portatore sano, che non manifesta il fenotipo del carattere esaminato, quando questi possiede uno solo dei due alleli responsabili (eterozigosi), ma può trasmetterlo alle generazioni successive.

Ma perché si parla di trasmissione “autosomica”? Gli alleli dell’albinismo sono localizzati su un autosoma: un cromosoma che non possiede informazioni relative ai caratteri sessuali e quindi non dice se siete maschietti o femminucce.

Hopi: gli Indiani d’America albini

Torniamo ora alla nostra tribù d’Indiani d’America, dove l’elevata concentrazione di albini è una diretta conseguenza della loro cultura

A differenza delle popolazioni africane, dove gli albini sono tristemente perseguitati fino a manifestazioni di violenza disumane, negli Hopi è motivo di vanto e superiorità essere affetti da albinismo.

Insomma, se sei un Hopi albino sei figo e intelligente e meriti un posto di rilievo nella tribù.

Oggi le cose sono un po’ diverse, e probabilmente ridimensionate, ma una volta i maschietti albini erano i beati fra le donne. Questo perché la loro condizione li esonerava dal duro lavoro nei campi, sotto al sole cocente dell’Arizona.

E cosa fa un maschietto solo soletto nel villaggio con le donne, mentre il resto degli uomini è a lavoro durante tutta la giornata? Beh… la risposta è lapalissiana. Ed ecco che si spiega l’elevato rapporto di circa un albino su duecento.

Tutti noi siamo da sempre abituati a chiamare “pellerossa” le tribù indigene del Nord America. Ma non dimentichiamoci degli Hopi: gli Indiani d’America albini. 🙂

Per chi non lo sapesse, negli USA è tuttavia offensivo chiamare un nativo americano “pellerossa”. Qui da noi non ha certamente un’accezione negativa ma è bene non dimenticarci delle minoranze anche perché, come abbiamo visto, hanno sempre qualche sorpresa da svelare al mondo intero.

 

Conclusioni e studi

Parlare di albinismo in un singolo articolo, senza renderlo eccessivamente tecnico, è un compito difficile. La genetica stessa è una scienza giovane e in costante, è il caso di dirlo, mutamento. Questo perché è solo grazie alle ultime tecnologie per l’analisi approfondita del DNA che è possibile studiarla. Tuttavia, sono ancora numerosi gli interrogativi sull’albinismo nelle varie popolazioni.

L’incidenza dell’albinismo nell’Africa sub-sahariana è, ad esempio, di 1/5000, in Europa e in USA 1/20000. Perché? Diverse e complesse sono le teorie evolutive alla base di queste osservazioni., per non parlare del vasto numero di mutazioni che possono causarlo.

Il 13 Giugno, a partire dal 2015, è la Giornata internazionale di sensibilizzazione sull’albinismo indetta dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una bella iniziativa che pone l’attenzione su questa condizione, considerata da alcuni addirittura ripugnante, decisamente invalidante.

Fortunatamente, però, l’albinismo da solo non è causa di morte né di scarsa, o superiore, intelligenza. Diverse sono le persone albine che hanno raggiunto posizioni di rilevo nella società: attori, musicisti e perfino modelle!

 

P.S. Anche se sono i più “famosi”, gli Hopi non sono gli unici nativi americani albini. Anche alcuni Navajo e Zuni mostrano forme di albinismo.

FONTI:

https://en.wikipedia.org/wiki/Albinism_in_humans#:~:text=Albinism%20is%20a%20congenital%20disorder,to%20sunburn%20and%20skin%20cancers.

https://it.wikipedia.org/wiki/Ereditariet%C3%A0_autosomica_recessiva

https://en.wikipedia.org/wiki/Hopi

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12740958/

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