“Falsa” ma buona: la mela

La mela è stata molto amata nei secoli, anche se la tipologia ha avuto un’evoluzione nel tempo. L’uomo, infatti, ha sempre selezionato la mela a seconda dei suoi gusti nelle diverse epoche storiche.

La mela viene spesso resa un simbolo in diversi contesti: dalla musica (un famoso album dei The Beatles ce lo ricorda), alla mitologia greca, fino a essere un oggetto fondamentale per la scienza!

Isaac Newton ebbe un’ispirazione nel campo della fisica grazie a una mela caduta al suo fianco da un albero di melo, permettendogli di elaborare la legge della gravitazione universale.

Poi, vabbè, diventa anche un tormentone (vedi Annoying Orange), ma questa è un’altra storia che ha ben poco a che fare con quello di cui vogliamo andare a trattare.

Vediamo, quindi, da dove deriva questo termine, quali sono le caratteristiche botaniche del pomo e altre curiosità inerenti anche alla sua storia geografica!

Etimologia di “Mela”

In Europa, viene chiamata in diversi modi in base alla lingua: apfle, manzana, pomme, apple, mela!

Da dove deriva però il suo nome (italiano)?

La sovrapposizione storica di diverse denominazioni di questo “falso” frutto rende difficile dare una precisa definizione.

La più accreditata è quella che deriva dal termine messo in relazione con la radice indoeuropea *mal” (essere molle o dolce), con il legame della parola miele o malva.

In francese, nota come pomme, deriva dal latino “pomum”, che indica qualunque tipo di frutta che possiede un nocciolo o un seme.

In italiano il sostantivo mela deriva dal greco μῆλον (mèlon), che a sua volta deriva da dorico μᾶλον (màlon), e dal latino malum, inteso come frutto del melo.

Curiosità:

Il termine pomata deriva proprio da pomo, essendo la polpa utilizzata come eccipiente negli unguenti medicinali, al fine di favorire l’assorbimento del principio attivo da parte della pelle.

Origine e “viaggi”

Già dal Neolitico e nell’età del Bronzo, l’uomo era solito raccogliere le mele selvatiche, che erano però piccole e acide.

Oggi le riterremmo molto meno succulente rispetto a quelle che troviamo nei supermercati e mercati, che sono invece grandi e dolci.

Il pomo del melo domestico (Malus domestica), molto richiesto oggi, ha avuto la sua prima comparsa nel Medio Oriente circa 4000 anni fa, grazie a un’accurata selezione.

Appartiene alla famiglia delle Rosacee (peri, meli, ecc.), le cui specie selvatiche sono più di 30, disperse in un’area geografica molto ampia dal Nord America all’Europa e Asia.

Grazie ai trasporti e alla contaminazione delle diverse culture, in Italia oggi esistono circa 2mila varietà di mela, ma molte di queste specie si sono estinte nei secoli.

Originario di una zona sud caucasica, il melo, Malus Domestica, è oggi coltivato intensivamente in Cina, Stati Uniti, Russia, Europa (soprattutto in Italia e Francia).

In Italia, come potete immaginare, la produzione è concentrata nel settentrione: Trentino-Alto Adige (46%), Emilia-Romagna (17%) e Veneto (14%), ma anche Piemonte, Lombardia e Campania in minor percentuale.

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Il sequenziamento completo del genoma della mela ha confermato che la mela coltivata ha avuto origine da Malus sieversii in Asia centrale, non da Malus sylvestris in Europa. Malus sieversii nello Xinjiang conserva caratteri primitivi, mentre Malus sieversii in Kazakistan ha acquisito geni da Malus sylvestris e Malus orientalis durante il processo di domesticazione della mela coltivata. M. sieversii nello Xinjiang si è spostato verso est e si è incrociato con Malus baccata, dando origine alle prime mele cinesi [3]
Essendo un “viaggiatore”, possiamo considerarlo un frutto esotico che ha origine, generalmente, nelle zone temperate.

L’albero del melo ha, infatti, origini asiatiche, che hanno inizio in Kazakistan!

Non per altro in questo paese esiste Almaty, una città il cui nome significa “posto delle mele”. Sicuramente un posto da visitare anche solo per il nome poetico.

Gli studiosi ipotizzarono che fosse discendente diretto del melo selvatico asiatico Malus sieversii, non dalla domesticazione di quello selvatico europeo Malus sylvestris,

Molto diffuso nella zona montuosa dello Tian Shan dell’asia centrale (oggi Kazakistan), il Malus sieversii fu scoperto dall’esploratore russo Sievers nel 1793.

Attraverso il Medio Oriente, la mela giunse in Egitto, in Grecia e in Italia. Durante il Medioevo, nei conventi, i monaci selezionarono molte varietà di mele.

Nelle foreste dei rilievi asiatici “nacquero”, oltretutto, anche gli antenati di pere, albicocche e ciliegie.

Solo nel 2010 è avvenuta la svolta, la certezza della sua origine geografica grazie al sequenziamento del genoma del melo, la cui lettura confermò la sua origine asiatica.

Curiosità:

Alcuni resti fossili di spicchi di mele carbonizzati sono stati trovati in alcuni siti archeologici del Neolitico nell’Europa Centrale, la patria natale sono i monti dell’odierno Kazakistan.

Un non frutto: caratteristiche e nutrienti

La mela appartiene alla famiglia delle Rosaceae, sottofamiglia Pomoideae, genere Malus.

Il frutto del melo è il noto pomo o melonide (falso frutto) e l’albero è caratterizzato da una liscia corteccia e foglie verde scuro di forma ovale con il margine seghettato, che in primavera si adornano di bianchi fiori a quattro petali.

In botanica, il pomo è un frutto carnoso tipico che si origina dal ricettacolo fiorale e non dall’ovario. Quello che in botanica viene definito frutto, invece, è rappresentato dal torsolo costituito da cinque logge contenenti i semi.

La disponibilità delle mele tutto l’anno è dovuta dalle capacità di conservazione, grazie agli elevati contenuti in acidi organici, che ne permettono il mantenimento fino a quattro mesi.

“Una mela al giorno toglie il medico di torno”

Il noto proverbio si riferisce al fatto che la mela possiede proprietà benefiche sulla salute del nostro organismo.

Di certo è un alimento ricco, considerando che possiede alte concentrazioni di acido citrico, acido malico, niacina e acido folico, flavonoidi e carotenoidi!

Inoltre, la pectina della polpa aiuta ad eliminare le tossine dal nostro metabolismo quando ne assorbiamo i nutrienti.

Contiene:

  • l’83% di acqua e quindi è un’ottima fonte di reidratazione,
  • dal 6% al 14% di zuccheri semplici (fruttosio e glucosio), che sono assorbiti rapidamente dall’organismo apportando energia,
  • fibre,
  • vitamine (provitamina A, vitamina B1, B2, B6, E e C) che la rendono antiossidante,
  • sali minerali,
  • 5 antiossidanti che combattono i radicali liberi.

Le varietà esistenti

La mela è facilmente attaccabile da parassiti e insetti, per questo nel corso della storia sono state selezionate delle specie più resistenti, oltre che più gustose e appetibili per la vendita.

Il nemico principale è il carpocapsa (Cydia pomonella), un insetto dell’ordine dei lepidotteri, uno dei parassiti che attacca il frutteto. La lista comunque è lunga.

Nonostante questi nemici, si consideri che esistono circa 2000 varietà di meli. Alcune varietà, come la Golden Delicious, sono facili da trovare in vendita tutto l’anno, mentre altre varietà sono disponibili solo in alcuni mesi dell’anno.

Choose the Right Apple - Baking, Snacking, Salads - The Jewish Lady
Alcuni tipi di mela esistenti. [2]
Una lista di alcune tra le varietà più comuni:

  1. Mela Annurca: nota anche come regine delle mele. La più piccola, con buccia rossa striata e polpa bianca, croccante, succosa, dolce, gradevolmente acidula, di eccezionale sapore. È una mela tipica della Campania, viene raccolta in Settembre.
  2. Ambrosia: originaria del Canada, viene coltivata in Piemonte. Rossa e gialla, con polpa croccante e succosa, aromatica e zuccherina, ha una bassa acidità e un profumo di nettarino. La si trova dal tardo autunno fino in primavera.
  3. Mela Braeburn: ha la buccia colore rosso scuro o scarlatto, polpa compatta e croccante, e un sapore dolce-acidulo. È originaria della Nuova Zelanda e molto resistente alle alte temperature.
  4. Fuji Tondeggiante: buccia colore rosso-rosato, polpa croccante e succosa, ricca di fruttosio che ne conferisce la dolcezza.
  5. Golden Delicious: ha una buccia colore giallo, una polpa croccante e compatta, e un sapore dolce leggermente acidulo. Ha origine americana.
  6. Granny Smith: ha una tipica buccia verde intenso, polpa croccante, ed è particolarmente ricca di magnesio.

Fonti

Tipi di mela

Varietà di mela

Libro “Contro Natura” di Bressanini e Mautino

Storia del genoma della mela

Soft

Curiosa su molti fronti, sono laureata in Analisi e Gestione dell'Ambiente a Ravenna. Dopo il lockdown, ho innalzato i valori di serietà e abbassato quelli del cazzeggio. Per questo, il team di Missione Scienza mi ha accolta in modo tale da poter recuperare questa mia deficienza. Sono lunatica, cambio facilmente argomento quindi, per ora, vi dico che scriverò di ecologia, ma potrei inabissarmi in altro. Divulghiamo la divulgazione scientifica! “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.” (P. Levi)

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