Etimologia degli insulti – ancora?! Ma v…

Oramai questo è il quarto articolo della serie sugli insulti… Sapete dove stiamo andando a parare (ergo, se leggete è tutta vostra responsabilità).

Vi siete persз le puntate precedenti? Ecco i link agli articoli!

Etimologia della merda
Etimologia del cazzo
Etimologia di coglione

Piccolo (ma necessario) disclaimer: alcune di queste parole necessiteranno di censura quando usate sulle nostre piattaforme social. Si sa, Instagram e Facebook sono pudici e timorati di Dio.

Qui sul sito no.

Qui sul sito vale la legge della giungla e scriviamo quello che ci pare (nei limiti del legale e di quello che crediamo sia giusto).

Ci dispiace se troverete queste parole offensive, se siete persone sensibili sentitevi pure nella libertà di non leggere 😀

Tuttavia, spero possiate apprezzare il distacco didascalico e l’interessante storia etimologica di queste parole. Inoltre, conoscere le radici degli insulti è un ottimo modo di capire come la nostra lingua sia influenzata dalla cultura (e viceversa).

La parolaccia di oggi non è proprio un insulto, ma è abbastanza ubiqua.

Vaffanculo!

La parola “vaffanculo” è uno di quei meravigliosi esempi di contrazioni della lingua italiana. Per dire, la lingua italiana possiede tantissime particelle, tuttavia ciò non c’impedisce d’esser d’una certa sintesi (a volte).

La parola “vaffanculo” è la contrazione della frase “vai a fare in culo” (soggetto sottinteso, “tu”). La contrazione avviene in questo modo.

vai a fare in culo > va’ a far’in culo > va’ fa’n culo > vaffanculo

Ma cosa vuol dire?

Ebbene, come siete anche in grado di capire da solз, l’espressione si riferisce a un atto di sesso anale, che riceve un’accezione negativa, o comunque offensiva.

Questa accezione negativa di “farlo nel culo” affonda le sue radici, ovviamente, nella cultura omofoba.

Una parola relativamente recente

Se per tutti gli altri insulti riusciamo a trovare delle radici nell’antica Roma, o anche prima, la parola “vaffanculo” appare per iscritto per la prima volta solo nel 11.953 EU (1953 d.C.), nel libro “Roma” di Aldo Palazzeschi.

Tuttavia, la parolaccia è stata la prima a essere pronunciata al cinema, nel film “il Ratto delle Sabine”, datato 11.945 EU (1945 d.C.).

*scusate non sono riuscito a trovare un video della cosa*

Il fatto che si considerasse già una “parolaccia” fa capire che, sicuramente, questa parola era già usata prima degli anni ’40. Nonostante ciò, non esistono testimonianze più antiche, scritte o registrate, della parolaccia.

Insomma, per quello che ne sappiamo, il vaffanculo è nato neanche 100 anni fa.

Un corrispettivo decisamente più antico

Un insulto, decisamente più antico ma non di radice meno omofoba, è il classico “fottiti”.

L’idea è sempre la stessa, “fottiti” o “vai a farti fottere” si basa sull’idea che la persona insultata intraprenda relazioni sessuali in cui, come dire, “riceve” l’attenzione fallica di qualcuno. Cosa che, ovviamente, è negativa.

*la freschezza dell’omofobia nell’aria*

Il verbo “fottere” deriva direttamente dal latino futuo (letteralmente, “compiere l’atto di penetrare durante il sesso“).

Il termine è stato ricollegato alla radice proto-indo-europea *bhew-, connessa a significati come “colpire”, “percuotere”. Per capirci, la stessa radice che ha portato alla parola “fusto” o “confutare”.

La corrispondenza semantica fra “colpire” o “sbattere” e il sesso è abbastanza comune e prolifica ancora oggi in italiano (ma non solo): verbi come “scopare”, “ramazzare”, “sbattere” e “chiavare” (da “sbattere il chiodo”) sono ancora parte del vocabolario comune.

Come ogni volta, possiamo citare almeno un poeta latino che ha riempito le sue poesie di insulti e parolacce.

Marziale, infatti, scrive nel decimo libro dei suoi epigrammi, cum duo vēnissent ad Phyllida māne futūtum… (“quando due persone vennero la mattina a fare sesso con Fillida”).

I nostri graffiti di Pompei non sono da meno. Ne esiste uno che recita fututa sum hic (“ho fatto sesso qui”).

graffito insulti fututa sum hic

Non si può dire che gli antichi romani non fossero sex-positive.

Bonus: La controversia di fuck

Quando andavo al liceo, girava la voce che il verbo fuck (“fare sesso”, in inglese) fosse nato come acronimo della locuzione fornication under (the) control (of the) king (“fornicazione sotto il controllo del re”).

Questo sulla base della convinzione che, per avere rapporti sessuali a corte, bisognasse avere una sorta di “foglio di via” della corona.

Ovviamente non è vero.

Il verbo deriva dalla radice proto-germanica *fukkōną (“assalire”, “colpire”, ma anche “copulare”). A sua volta, questa radice può essere ricollegata alla radice proto-indo-europea *pewǵ- (“colpire, specificamente con le mani”), dal quale deriva il nostro “pugno”.

Fonti

Tutte le etimologie sono eseguite usando wiktionary.org [eng] e treccani.it

Epigrammi di Marziale, Libro X – Wikisource [lat]

Graffiti di Pompei

Luca Ricciardi

Chimico fisico dei sistemi biologici, laureato a Roma sia in triennale che in magistrale all'università "La Sapienza". Attualmente in Olanda nella ridente cittadina di Enschede per conseguire un PhD, cofinanziato da Royal Dutch Shell, riguardo la produzione di biocarburanti a partire da materiale di scarto agricolo.

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