Emergenza diabetica

Dopo aver affrontato tante altre emergenze con la nostra mini-rubrica “1000 modi per salvare vite” (tra cui: pillole generali di primo soccorso, colpi di calore, ipotermia, ictus, asma), ora vedremo cosa fare in caso di emergenze diabetiche.

È fondamentale che tutti i pazienti diabetici e chiunque sia vicino a loro abbia ben in mente quali manovre adoperare, perché ogni piccolo sforzo può salvare una vita.

Il diabete mellito è un gruppo eterogeneo di patologie croniche endocrine caratterizzate da un’alterata tolleranza al glucosio, conseguente a un difetto assoluto o relativo di insulina.

Possiamo distinguere diversi tipi di diabete mellito ma, indipendentemente dai meccanismi alla base, è caratterizzato da iperglicemia prima e dopo i pasti. Un paziente diabetico ha a digiuno una glicemia maggiore di 126 mg/dl e due ore dopo un pasto sarà maggiore di 200 mg/dl.

In generale, per il trattamento del diabete si usa l’insulina: nel diabete di tipo 1 (nel quale si assiste a una carenza assoluta di insulina) si somministra già dalla diagnosi; nel diabete di tipo 2 (con un quadro clinico più complicato caratterizzato da insulino-resistenza e da un deficit prima relativo e poi assoluto di insulina) si usa solo se non risponde alla dieta e agli antidiabetici orali.

In entrambi i casi però, un sovradosaggio di insulina (o di farmaci che ne potenziano l’azione) può determinare ipoglicemia. Sia l’iperglicemia che l’ipoglicemia possono essere mortali se determinano, rispettivamente, la crisi iperglicemica (o diabetica) e la crisi ipoglicemica.

Quindi l’obiettivo di noi soccorritori sarà proprio affrontare questi due pericoli, tenetevi pronti.

Crisi diabetica

Quali sono le cause?

La crisi diabetica (o iperglicemica) può manifestarsi sia in soggetti con diabete mellito non ancora diagnosticato, sia in soggetti in cui è stato diagnosticato e che assumono insulina o altri farmaci ipoglicemizzanti in modo non sufficiente.

Inoltre non è una condizione tipica dei soli diabetici. Immaginate di farvi una bella scorpacciata di dolci, pasta, frutta zuccherina o altri alimenti ricchi di zucchero. Inzuppatevi nella tazzina dello zucchero e assaporate l’ebrezza… no dai meglio di no.

L’eccessiva assunzione di cibo ricco di carboidrati è un’altra causa di iperglicemia, seppure per poter dare complicanze nell’immediato sia necessaria veramente un’assunzione massiva (le complicanze maggiori le si hanno dopo).

Altre cause più rare di crisi iperglicemica possono essere: sepsi dovuta a gravi infezioni, utilizzo eccessivo di farmaci (cortisonici, beta-bloccanti, epinefrina ecc.), ictus, infarto del miocardio, disfunzione di un organo (del surrene o della tiroide o dell’ipofisi eccetera).

Come riconoscerla?

Se ci troviamo di fronte una persona che:

  • ha molta sete e bocca secca;
  • presenta uno stato di coscienza alterato ed è molto agitata;
  • il polso è debole e rapido e la pelle è secca, rossa e calda;
  • l’alito puzza di acetone;

è probabile che si tratti di crisi iperglicemica. Purtroppo, spesso i sintomi possono essere diversi e non è facile distinguere una crisi iperglicemica da una ipoglicemica.

Ovviamente è fondamentale capire il contesto. Non andremo di certo in giro a dire a chiunque abbia molta sete, sia un po’ agitato e abbia l’alito che puzza che ha una crisi iperglicemica.

Spesso il paziente sa di essere diabetico, inoltre potrebbe anche avere con sé un oggetto di riconoscimento specifico (ad esempio una tessera o un braccialetto per le emergenze) che fornisce informazioni relative alla malattia. Oppure potrebbe avere una penna per iniettare insulina; o, ancora, glucosio in compresse.

Cosa fare in questi casi?

Come abbiamo già detto in precedenti articoli (e non smetterò mai di ripeterlo) la cosa importante è la tempestività; infatti, una persona con crisi diabetica può addirittura arrivare al coma diabetico. Inoltre è meglio fare poco ma bene che tutto ma male, quindi seguiamo questi semplici passaggi.

È possibile che la vittima si presenti priva di coscienza ma con respirazione presente; quindi, dovremo posizionarla nella posizione laterale di sicurezza (i passaggi da effettuare li abbiamo già trattati nelle pillole generali di pronto soccorso).

Se la vittima respira velocemente, è pallida, suda molto o perde coscienza bisogna subito chiamare il 118 (112 lì dove è attivo il numero unico di emergenza).

Inoltre, se il paziente portasse con sé una penna d’insulina potrebbe essere utile iniettarla, ma non prima di avere sentito l’operatore medico del 118. Infatti, i sintomi di iperglicemia e ipoglicemia possono essere simili e se andassimo a somministrare insulina a un soggetto con crisi ipoglicemica in corso non faremmo altro che ucciderlo o quasi.

Crisi ipoglicemica

Quali sono le cause?

L’ipoglicemia è caratterizzata da una glicemia a digiuno inferiore a 60 mg/dl. Si parla di crisi ipoglicemica quando compaiono sintomi d’allarme e che possono mettere in rischio la vita della vittima.

Se il trattamento insulinico o antidiabetico orale è somministrato in modo eccessivo, o il paziente sbaglia l’assunzione/l’iniezione, è possibile incappare in una crisi ipoglicemica.

Anche il digiuno prolungato, la malnutrizione, episodi di vomito ripetuto o sforzi fisici molto intensi possono determinare un calo glicemico troppo brusco e dare la crisi ipoglicemica.

Esistono anche diverse patologie che possono dare questa condizione:

  • L’insulinoma: un tumore pancreatico producente insulina.
  • Malattia a carico di surrene o ipofisi: che regolano i livelli di insulina circolante.
  • Gravi malattie epatiche.
  • Assunzione di farmaci che possono dare insufficienza renale (es. chinino, usato per il trattamento della malaria).

Come riconoscerla?

Spesso, purtroppo, i sintomi e i segni possono confondersi con quelli della crisi iperglicemica. Quindi, fondamentale è prestare attenzione e in caso di necessità rivolgersi sempre al 118.

Il soggetto può presentarsi con:

  • cefalea, vertigini, tremore, agitazione, difficoltà di concentrazione;
  • cute fredda, sudata e pallida;
  • forte senso di fame e fatica;
  • senso di formicolio intorno alla bocca;
  • svenimento o attacchi epilettici.

Come agire?

Nonostante sia difficile distinguerla dalla crisi iperglicemica, se il paziente è cosciente e può assumere cibo è sempre bene dargli cibi zuccherati (ad esempio una caramella), ovviamente senza esagerare.

Infatti, anche se il paziente in quel momento sta avendo una crisi iperglicemica, l’assunzione di glucosio, pur essendo inutile, non potrà peggiorare la situazione in quanto i livelli di glicemia sono già molto elevati.

Ovviamente sarà inutile somministrare bevande dietetiche, perché non contengono zucchero ma dolcificanti artificiali che non hanno la stessa efficacia delle bibite contenti zucchero.

Se il paziente non è cosciente ma respira bisogna chiamare subito il 118, posizionarlo nella posizione laterale di sicurezza e fare quanto detto nel succitato articolo.

Conclusione

Possiamo finalmente aggiungere un’ulteriore medaglia alla nostra collezione dei “Riconoscimenti del bravo soccorritore”. Ogni qual volta in cui ci sia un pericolo per la vita di qualcuno, non esitate a intervenire.

Noi di Missione Scienza speriamo che queste guide possano esservi di aiuto per affrontare queste situazioni. Se vi siete imbattuti in una situazione di pericolo per la salute di qualcuno e non sapevate come agire, scriveteci nei commenti quale emergenza volete che affrontiamo nel prossimo articolo e noi cercheremo di risolvere i vostri dubbi.

Ricordatevi di leggere le guide della Croce Rossa Italiana che potete trovare al seguente link e su cui si basa questo articolo: Pillole di Primo soccorso – Croce Rossa Italiana (cri.it)

 

Tommaso Magnifico

Sono Tommaso Magnifico, studente di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Bari. Sono interessato a tutti i temi scientifici, soprattutto riguardanti la neurologia. Socio Mensa (The high IQ society).

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