Come respirare col culo (tutorial per tartarughe)

Respirare col culo: una pratica abilità da tartarughe

Le tartarughe sono rettili che, per superare i duri mesi invernali, tipicamente vanno in letargo. Quest’ultimo è una forma di vita latente in cui tutte le funzioni vitali e il metabolismo sono ridotti al minimo: il battito cardiaco si abbassa, la temperatura corporea diminuisce e la respirazione rallenta.

Molte tartarughe acquatiche sono solite attraversare la fase letargica adagiate sul fondale dei laghi.
Quindi la domanda sorge spontanea: dato che possiedono dei polmoni, come fanno a respirare sott’acqua?

Trattengono il respiro per mesi? No.
Respirano con la pelle? No.
Hanno branchie segrete? No.

Le tartarughe acquatiche sanno respirare col culo. O meglio, possiedono, in aggiunta alla normale respirazione polmonare (che sott’acqua, per ovvi motivi, è inutilizzabile) un tipo di “respirazione cloacale”.

La cloaca è un orifizio posteriore che in diversi animali (rettili, uccelli e alcuni mammiferi) rappresenta un’unica apertura per l’evacuazione di urina e feci, e per la riproduzione. Già, che schifo.

 

Cloaca di tartaruga per respirare col culo
Cloaca di tartaruga palustre

Quella delle tartarughe ha una particolarità: permette l’assorbimento di ossigeno.
Questi deliziosi rettili col carapace, grazie a speciali muscoli inguinali, pompano acqua all’interno del loro orifizio cloacale.                                                                                                                                                                    L’acqua viene diretta verso delle strutture a forma di sacchetto, chiamate borse cloacali. Queste borse sono riccamente irrorate di vasi sanguigni e permettono quindi lo scambio di gas.

Ma perché è stato necessario questo tipo di adattamento? Ricordiamo che i rettili sono animali eterotermi: la loro temperatura corporea varia in base a quella ambientale. Certamente però non potrebbero sopravvivere al congelamento (salvo rarissime eccezioni). Durante l’inverno, nonostante la superficie di un lago possa ghiacciare, al di sotto di essa la temperatura è bassa ma costante, mantenendo l’acqua in forma liquida.

Ma non solo: durante l’inverno, altri esseri viventi consumano l’ossigeno presente nello specchio d’acqua. La superficie congelata non permette però il ricambio del gas. Si viene quindi a creare una situazione di “ipossia”, ovvero una ridotta concentrazione di ossigeno. Ciò provoca un aumento di acido lattico che a sua volta causa dei crampi. A chi non è successo di avere dei crampi dopo una lunga corsa perché non aveva abbastanza ossigeno?

Alcune tartarughe contrastano questo aumento di acido con l’emissione di calcio dal loro carapace. Tuttavia, al loro risveglio ed emersione primaverile sono tutte indolenzite e, siccome non hanno le costole in grado di espandersi per far entrare aria nei polmoni (le costole sono fuse con il guscio), la respirazione cloacale si rende necessaria durante il loro tragitto dalla superficie dell’acqua ad una bella e tranquilla roccia dove crogiolarsi al sole.
Chi l’avrebbe mai detto che le tarta-chiappe riservassero tutte queste sorprese?

P.S. La respirazione cloacale non è solo tipica di alcune tartarughe ma anche di altri animali come i cetrioli di mare. E ci sono altre specie, perfino dei granchi, che sfruttano questa peculiarità per approfittare del ricambio di ossigeno e ricevere protezione dal cetriolo di mare. E di notte fuoriescono dall’ano dello stesso per andare in cerca di cibo. È il caso di dirlo: “che culo, eh?”.

 

FONTI:

https://scienze.fanpage.it/respirare-dal-sedere-e-possibile-se-sei-una-tartaruga-cos-e-la-respirazione-cloacale/

https://theconversation.com/the-secret-to-turtle-hibernation-butt-breathing-86727

https://en.wikipedia.org/wiki/Cloaca#Cloacal_respiration_in_animals

https://www.focus.it/ambiente/animali/cosa-ce-nel-sedere-delle-testuggini

Giulio D'Onofrio

Fin da bambino le mie più grandi passioni sono la natura e i libri: ho fuso le due cose nella divulgazione scientifica e dal 2018 faccio parte del Team di MissioneScienza. Sono un Perito Agrario iscritto al CdL in Scienze Agrarie all'Università degli Studi di Udine e mi piacerebbe specializzarmi in Agricoltura di Precisione. Mentre completo gli studi, lavoro come Insegnante Tecnico-Pratico in una scuola superiore in provincia di Pordenone. Insomma, la divulgazione è parte integrante della mia vita!

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