Coccolosi e stupidi marsupiali – i koala

Voglio cominciare mettendo qualcosa in chiaro, che i koala siano coccolosi e stupidi non è una mia opinione.

Questa cosa è un fatto generalmente riconosciuto e (in qualche modo) può essere provato.

Ma prima, un’immagine dolcissima di un koala stupito.

coccolosi e stupidi
Immagini del genere non fanno un gran figurone sul curriculum. Sarà per un’altra volta. fonte

Ma bando alle ciance, cominciamo!

Il meraviglioso mondo dei fascolarti

I koala, detti anche fascolarti (ossia “orsi marsupiali”, dal greco pháskōlos, marsupio,e árktos, orso), sono gli unici rappresentanti viventi del genere Phascolarctos. 

Dotati di grandi orecchie arrotondate e pelose, un muso largo e un naso nudo e schiacciato, i koala (di sicuro) si classificano come animali davvero coccolosi.

Nonostante la sua coccolosità, i koala sono dotati di piedi prensili, con artigli affilatissimi, che gli permettono di arrampicarsi  agevolmente sugli alberi, sui quali vive in comunità costituite da piccoli gruppi.

gruppo di koala coccolosi e stupidi
Un gruppetto di koala (che ribadiamo essere coccolosi e stupidi) impegnati in un trenino di capodanno. Se aguzzate le orecchie potete sentire la gente in lontananza che canta “A-E-I-O-U IPSILON!”. fonte

Questi pucciosissimi marsupiali si possono trovare lungo la costa est dell’Australia.

Australia, la terra degli orrori

Intendiamoci.

L’Australia non deve essere un posto così tranquillo in cui vivere.

In ogni luogo, sia essere sulla terraferma o in acqua, sembra esserci un ragno, un serpente o una medusa pronta ad avvelenarti.

Sembra una soluzione logica rifugiarsi in cima agli alberi.

Una specie di albero in particolare sembra essere eletto a ruolo di “casa”. Gli alberi di eucalipto.

“In cima a questi alberi di eucalipto nessun terribile ragno velenoso potrà trovarci”
Il primo koala che scalò un eucalipto.
fonte

Gli alberi di eucalipto della costa est dell’Australia crescono alti fino a 130 m (abbastanza per allontanarsi dalle fonti di pericolo a terra).

I koala, usando i loro artigli e le loro capacità di scalatori, si arrampicano alti sugli alberi sia per proteggersi, sia per accedere alla loro esclusiva fonte di nutrimento.

Una fonte di nutrimento “esotica”

Non sarà una sorpresa per tanti che i koala mangiano l’eucalipto.

L’eucalipto, però, ci tiene a far sapere che non ha per nulla intenzione di essere mangiato.

Innanzitutto, le foglie di eucalipto sono davvero poco nutrienti. Non solo, sono anche tossiche.

Ma tossico sul serio! 3.5 mL di olio di eucalipto sono mortali per un essere umano di medie dimensioni.

Il motivo di questa tossicità? Un cocktail di sostanze che farebbero impallidire il più malvagio dei Walter White.

Signor* e signor*, ecco a voi una serie di terrificanti molecole, tutte già tossiche da sole, che si possono trovare nelle foglie di eucalipto. fonte

I koala possono digerire l’eucalipto senza ritrovarsi morti stecchiti grazie all’aiuto di un buon senso dell’olfatto e di una emoproteina (proteina contenente ferro), il citocromo p450.

Annusando le foglie, i koala si rendono conto di quali contengano più acqua e meno tossine. Le tossine ingerite vengono “distrutte” nel fegato dal citocromo p450, che le ossida.

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Coloratissima rappresentazione dell’emoproteina citocromo p450. Questa emoproteina non è presente solo nei coccolosi e stupidi koala, è presente anche nell’uomo! Infatti, è una degli elementi dei processi di detossificazione del corpo umano. fonte

Se ciò non fosse abbastanza, le foglie di eucalipto sono anche durissime e difficili da masticare.

Il continuo ruminare erode i denti dei koala. Qual è la strategia dei koala per ovviare a questo problema?

Nessuna.

Quando i denti non sono più adatti a masticare le foglie, il koala muore di fame.

Già.

Tossiche e anche poco efficienti

Le foglie di eucalipto, sempre per restare nel tema dell’ovvietà, sono prevalentemente composte da cellulosa.

I koala, da soli, non possono digerire la cellulosa. Le foglie di eucalipto, quindi, sono davvero poco nutrienti per loro. Questo è un problema che i koala avrebbero potuto risolvere mangiando LETTERALMENTE QUALSIASI ALTRA COSA.

Invece no.

I koala hanno sviluppato una complessa struttura nel loro apparato digerente, chiamata “caecum” (diciamo “vicolo cieco”, in latino).

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Rappresentazione grafica del sistema digerente di un koala, da notare il caecum nella parte alta a sinitra risetto allo stomaco. fonte

Le foglie ingerite si trattengono nel caecum per lungo tempo (fino a 100 ore!) dove, con l’aiuto di un particolare microrganismo, vengono fermentate per ottenerne nutrimento.

Da dove viene questo microrganismo? 

Sono contentissimo lo abbiate chiesto.

I cuccioli di koala, sprovvisti della capacità di digerire le foglie di eucalipto, all’inizio del loro soggiorno sul globo terracqueo, si nutrono delle feci della madre. In questo modo riescono anche a ottenere la flora batterica necessaria per digerire l’indigeribile.

Tanta stanchezza, poca competizione

I koala non sono bravi combattenti, non sono abili corridori, non sono particolarmente veloci…

Insomma, sarebbero destinati alla sconfitta se dovessero competere con qualsiasi altro animale.

Fortunatamente, i koala non competono con nessuno.

Come abbiamo detto, il loro cibo è tossico e poco nutriente e, anche se arrivano a mangiare fino a mezzo chilo di foglie al giorno, i bassi livelli di nutrienti a cui hanno accesso si traducono in una caratteristica specifica.

Sono di una lentezza inesorabile e dormono un’infinità di tempo.

Un koala adulto può dormire fino a 22 ore al giorno (tempo, in genere, occupato a digerire… come biasimarli).

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Una vita violenta. fonte

Qual è il beneficio di una vita passata a dormire e mangiare foglie velenose? Nessuno vuole fare la tua vita.

I koala hanno praticamente zero competizione. In un mondo governato dalla selezione naturale, questo è un gran bel vantaggio.

Oltre a non avere alcuna specie che cerchi di rubargli il cibo, i koala non hanno alcun predatore naturale. Mangiare foglie di eucalipto fa sì che i loro tessuti siano saturi delle suddette tossine, rendendoli a loro volta un pasto sgradito per la maggior parte dei predatori.

Non proprio animali brillanti

Se, negli mammiferi, in genere la media del rapporto peso cervello-peso corporeo è circa 1/180 (per gli esseri umani è 1/40), i koala battono il record per il numero più basso.

Il cervello del koala è 1/400 della sua massa (un koala di 8 kg ha un cervello di circa 20 grammi).

Questo adattamento è probabilmente un effetto della loro dieta povera di nutrienti.

Essere coccolosi e stupidi vuol dire dover mangiare meno (cosa che torna utile quando l’unica cosa che consideri cibo è letteralmente un veleno).

Come se non bastasse, i koala sono abbastanza selettivi riguardo al tipo di foglie di eucalipto da mangiare.

Delle circa 600 specie di eucalipto esistenti nel loro habitat, i koala si nutrono delle foglie di solo 30 di esse. Finite le foglie da loro considerate commestibili, i koala si lasciano morire di fame.

Non solo. Per considerare una foglia commestibile, seppure essa sia di una delle prescelte specie di eucalipto, il koala deve staccarla da solo dal ramo.

Date un piatto di foglie a un koala e lui non saprebbe cosa farsene.

La causa di questa mancanza di astrazione è, probabilmente, il fatto che il cervello del koala sia liscio.

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A destra, un cervello umano. A sinistra, il cervello di un koala (no, non è un petto di pollo). fonte

Questa caratteristica (che è comune nei mammiferi minori come topi e piccoli roditori) è abbastanza rara nei mammiferi “maggiori”. Un cervello liscio manca della superficie “rugosa”, costituita dalla corteccia cerebrale, ossia la parte che gioca un ruolo fondamentale nella formulazione di pensieri, consapevolezza, memoria e linguaggio.

Insomma, i koala non sono i più brillanti fra gli animali.

Ma perché dovrebbero?

Hanno tutto il cibo che vogliono, nessuno che vuole rubarglielo e praticamente nessun predatore.

A me sembrano particolarmente soddisfatti della loro vita.

fonte
koala in estasi
koala godereccio

Fonti

Coccolosi e stupidi – i koala
Koala – Animalogic
True facts about marsupials
Evoluzione del cervello

Luca Ricciardi

Chimico fisico dei sistemi biologici, laureato a Roma sia in triennale che in magistrale all'università "La Sapienza". Attualmente in Olanda nella ridente cittadina di Enschede per conseguire un PhD, cofinanziato da Royal Dutch Shell, riguardo la produzione di biocarburanti a partire da materiale di scarto agricolo.

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