Durante l’estenuante scelta di un film da vedere (che vi porterà inevitabilmente a guardare di nuovo tutta la quarta stagione di Friends), vi siete mai posti la domanda:
“Ma dove si trovano fisicamente questi film?”
La domanda ci obbliga a chiamare in causa il cloud computing, ossia la capacità di “archiviare” i nostri dati in rete memorizzandoli su piattaforme hardware remote, invece che sul nostro televisore.
I file, come ad esempio film e serie tv, sono sempre accessibili tramite internet, eliminando la necessità dei cari Blu-ray, dvd e videocassette (per i più nostalgici).
Ma la domanda, a questo punto, si sposta: “Ma il cloud dov’è?”.
Bene, per rispondere a questa domanda è necessario presentare i Centri di Elaborazione Dati (CED, o Data Centres), i giganti silenziosi dell’internet.
Già nel 1945 si può ricordare il primo sistema digitale programmabile utilizzato dal Laboratorio di Ricerca Balistica statunitense (Ballistic Research Laboratory, Maryland) per calcolare le traiettorie dei missili.
L’ENIAC (Electronic Numerical Integrator and Computer) era in grado di fare 5000 operazioni al secondo, occupava più di 1.800 m², ed ebbe un ruolo chiave nella ricerca correlata alla bomba ad idrogeno grazie al nuovo metodo di campionamento casuale “Monte Carlo” (di cui un giorno, forse, parleremo).
Negli anni ’70, con la commercializzazione del primo microprocessore monolitico Intel 4004, la tecnologia informatica inizia ad essere alla portata commerciale del pubblico e, negli anni ’80, viene posizionato sul mercato il primo Personal Computer, ossia l’IBM PC.
Voi vi starete chiedendo, cosa c’entra la storia del computer con il Cloud e con i Data Centres?
Immaginate di tornare agli anni ’90. Le aziende iniziano a richiedere sempre più spesso servizi informatici, cresce la domanda di apparecchiature digitali, e iniziano a nascere vari fornitori di servizi di hosting che, grazie a grandi stanze piene di computer (server), danno vita alla base di quello che nel giro di pochi decenni diventerà il cloud computing.
L’utilizzo energetico medio degli impianti CED più grandi si aggira intorno ai 20-50MW all’anno (la quantità di energia necessaria per alimentare fino a 37.000 abitazioni), si stima che il consumo energetico di questi impianti sia quasi il 3% di quello globale (con la previsione di arrivare al 4% nel 2030).
Come tutte le infrastrutture, il primo dettaglio da curare per la realizzazione di un impianto CED è la scelta delle aree. La valutazione tecnico-economica tiene conto di vari fattori, tra i quali i più importanti:
Per ora, in ogni caso, non abbiamo parlato di come sono fatti i CED. Parliamo dei tre componenti fondamentali, che troveremo sempre in ogni impianto data centre in ogni parte del mondo:
Si possono identificare tre tipologie principali di impianti CED, sulla base dell’utilizzo che ne si fa e delle caratteristiche dei dati in essi archiviati.
Ma la domanda rimane: “che cosa può fare un data centre?”
Avete mai usato ChatGpt? Se la risposta è “sì”, avete collegato il vostro computer ad un CED a ovest di Des Moine, Iowa.
In questa cittadina, capitale dello stato e gemellata con la provincia di Catanzaro (storia vera), possiamo infatti trovare il Data Centre che ospita i server di calcolo che elaborano per conto del chatbot.
Parlando di generazione di immagini, avete sentito parlare di Midjourney? Se mai doveste generare l’immagine (come ho fatto io, molte volte) avete fatto l’accesso a svariati server cloud di Google. Il cloud in questione ha vari CED sparsi per il mondo (divertitevi a cercarli qui).
Considerando:
possiamo aspettarci che non vedremo una diminuzione del numero di impianti CED nel territorio europeo.
Alla fine del 2022 (come specificato dall’Overview del Piano di Sviluppo Terna 2023), le richieste di connessione alla Rete Nazionale italiana per la realizzazione dei centri di elaborazione dati (CED, o datacenters) risultano un elemento particolarmente rilevante se si considera la dimensione delle iniziative, la loro numerosità e concentrazione geografica.
Alla fine di dicembre 2022, il 67,7% del totale delle richieste di connessione per prelievo di energia in Lombardia (dove il fenomeno è in forte espansione) corrisponde a richieste di connessione per impianti CED, specificamente nelle provincie di Milano (81%), Monza e della Brianza (6%) e Pavia (13%).
La nostra volontà di digitalizzare ha, quindi, un forte impatto economico e territoriale che influenza, e influenzerà, lo sviluppo delle infrastrutture primarie della nostra società.
https://www.treccani.it/enciclopedia/cloud-computing/
https://web.archive.org/web/20181024232055/https://blog.rackspace.com/datacenter-evolution-1960-to-2000
https://web.archive.org/web/20110814181522/http://ftp.arl.mil/~mike/comphist/eniac-story.html
https://www.intel.com/content/wwwus/en/history/museum-story-of-intel-4004.html
https://www.techtarget.com/searchdatacenter/How-to-design-and-build-a-data-center
https://aws.amazon.com/it/what-is/data-center/
https://www.corriere.it/tecnologia/24_gennaio_16/iowa-la-casa-di-chatgpt-i-suoi-data-center-consumano-ogni-settimana-fino-a-cinque-milioni-di-litri-d-acqua-c1ccba06-319c-4766-ba94-fd66fc892xlk.shtml
https://www.prnewswire.com/news-releases/midjourney-selects-google-cloud-to-power-ai-generated-creative-platform-301771558.html
https://www.terna.it/it/sistema-elettrico/rete/piano-sviluppo-rete
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