Buco dell’ozono – Come il vecchio frigo di vostra nonna ha quasi distrutto la vita sulla Terra

Come si forma il buco dell’ozono? Perché si forma solo sull’Antartide? Che utilità ha per noi lo strato di ozono? È vero che un buco mette sempre allegria? Queste sono le domande a cui risponderemo in questo articolo. Quindi mettetevi comodi sul divano, fate scorta di pane elfico e preparatevi ad un viaggio verso le vette inesplorate della nostra atmosfera. Faremo un bellissimo percorso e lo faremo senza l’uso di acidi (almeno voi), ma solo con la forza dell’immaginazione e della scienza.

In alcuni punti potreste perdervi, quindi ecco la mappa del ciclo che vi permetterà di orientarvi tra le lande desolate della stratosfera.

Mappa del processo che causa il buco nell’ozono

 

Capitolo 1 – Ozono, alleato della vita e, cosa più importante, della perfetta tintarella.

L’ozono è un composto a base di ossigeno, ha formula O3, e si trova principalmente a 25 Km di altitudine nella fascia di atmosfera chiamata ozonosfera. L’ozono come tutte le molecole assorbe radiazioni elettromagnetiche, e per nostra fortuna assorbe proprio le radiazioni che potrebbero friggerci malamente. Queste radiazioni sono gli UV con energia più alta (UVC ed UVB). Nello stesso tempo però l’ozono fa passare la luce visibile, infrarossi e UV a bassa energia (UVA, quelli che ci permettono di assumere un sano colorito marrone ogni estate). Senza questo strato probabilmente la vita non sarebbe mai riuscita a svilupparsi sulla Terra.<

Capitolo 2 – Il peggior nemico dell’uomo: il frigo.

 

Cl۰ + O3 → ClO۰ + O2
ClO۰ + ClO۰ → 2 Cl۰ + O2

 

Tradotto in parole povere: se nella stratosfera ci fossero solo Cl۰ e O3 saremmo nella materia fecale fino al collo. Però fortunatamente c’è un eroe che ci salva dall’estinzione, ed è il radicale NO2۰
La reazione che dà il nostro super eroe radicalico con il cloro è la seguente:

 

ClO۰ + NO2۰ → ClONO2

 

In questo modo inibisce la rigenerazione del radicale Cl۰.

NB. il puntino accanto alla molecola (A۰) indica che la molecola A è di tipo radicalico ovvero presenta un elettrone spaiato, tale elettrone rende il radicale estremamente reattivo.

 

Ricostruzione di un ipotetico futuro in cui i frigoriferi hanno causato l’apocalisse.

Capitolo 3 – I possibili danni generati dagli hippy con le auto elettriche.

Gli ossidi di azoto presenti nella stratosfera, ironicamente sono un prodotto dell’inquinamento, infatti sono generati a partire dall’N2O, che viene utilizzato come fertilizzante nell’agricoltura. Inoltre i gas serra come la CO2, diminuiscono la velocità di degradazione dell’ozono. Questo perché si vanno a collocare molti Km sotto l’ozonosfera ed impediscono ai raggi solari riemessi dalla Terra di raggiungere la fascia di ozonosfera. Ciò comporta la diminuzione delle temperature, mentre i processi di degradazione dell’ozono sono favoriti a temperature più alte. Quindi se avessimo introdotto le auto elettriche negli anni ’60, probabilmente adesso avremmo un problema molto più grave con il buco dell’ozono. 

 

Capitolo 4 – L’Antartide un posto freddo dove aprire un buco

Ricordate le nubi stratosferiche polari? Immagino di no, quindi vi metto il link dell’articolo in cui ne abbiamo parlato nel caso in cui voleste approfondire (goo.gl/5tKd8p). Per adesso ciò che vi importa sapere è che sono nuvole che si generano in ambienti molto molto freddi (-178°C) e che intrappolano NO2۰. Ciò comporta due cose: 1. Che si formano solo in Antartide e 2. Che rimuovendo NO2۰ dall’atmosfera lasciano libero Cl۰ di fare il bulletto della stratosfera. Quindi dove si formano queste nubi c’è un maggior consumo di ozono.

Nubi stratosferiche polari in tutta la loro bellezza

Capitolo 5 – Conclusione

In conclusione possiamo dire che per una volta lo spirito di cooperazione tra le nazioni del nostro pianeta ha prodotto risultati incoraggianti. Infatti sono stati banditi dal protocollo di Montreal del 1990, eccetto che negli usi per cui non si possono trovare gas sostitutivi. Nonostante queste contromisure però il buco ha continuato ad allargarsi fino al 2000 per via della lunga permanenza nell’atmosfera dei clorofluorocarburi. Ad oggi il buco nell’ozono si è ridotto di circa 4 milioni di km quadrati e secondo le stime il risanamento permanente si avrà verso il 2050.
In ogni caso evitate di esultare, abbiamo risolto il problema del buco dell’ozono, ma quello dell’effetto serra sta diventando più urgente di anno in anno. Non voglio fare il Greta Thumberg della situazione… anzi no voglio farlo! Stiamo rischiando davvero molto. Molto più di quanto abbiamo rischiato con l’ozono, ma se la storia dei CFC ci insegna qualcosa è che quando l’umanità si pone un’obiettivo comune per la salvaguardia dell’ambiente è inarrestabile.

 

Mario Di Micco

Sono laureato in chimica all'Università degli Studi dell'Aquila ma mi appassiona qualsiasi forma di conoscenza, dall'astrofisica al senso della moda nell'Impero Bizantino. Nella vita lavorativa mi occupo di consulenze mediche, mentre in quella privata di viaggi, birra e fotografia. Probabilmente utilizzerò questa descrizione anche su Tinder 🌰

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