Banana slug: le lumache banana mangia-pene

Banana slug

Le lumache banana mangia-pene

O lumache pene mangia banane.
O banane pene mangia lumache.
Va be’ ci siamo capiti.

Il nome

Con i loro 25 cm, le lumache appartenenti al genere Ariolimax sono tra le più grandi al mondo, seconde solo alla Limax cinereoniger, che può raggiungere i 30 cm.

Esse sono note nei paesi anglofoni come banana slug ovvero “lumache banana” per il loro colorito giallo, talvolta associato alla presenza di puntini neri, come le banane, appunto.

Tuttavia questo non è l’unico nomignolo che viene loro attribuito, né quello più interessante: infatti sono spesso dette “penis-chewing slug” ovvero lumache mangia-pene.

Perché? Presto detto.

 

Il sesso

Le banana slug sono innanzitutto ermafrodite, presentano cioè sia l’apparato sessuale maschile sia quello femminile. Pertanto, quando due partner di banana slug si incontrano si penetrano a vicenda in una sorta di 69 perfetta. Sì, perché, mentre i genitali femminili sono più in basso, il pene sbuca fuori da un lato della testa.

 

Due esemplari di banana-slug ermafroditi nella loro posizione sessuale preferita: la69 perfetta.
Due simpatiche lumache-banana che si intersecano in una deliziona performance di testa-coda, altrimenti nota come 69 perfetta.

 

Il pene della banana slug è abbastanza lungo: talvolta raggiunge lunghezze simili se non uguali a quella dell’intero corpo della lumaca che, ricordiamolo, può arrivare a 25 cm.

Cioè, vi rendete conto che ci sono delle lumache col pene potenzialmente più lungo del vostro o di quello del vostro partner?

A questo punto viene da pensare che il nome banana slug non sia dovuto solo al colore…

 

Lumaca mangia pene. Pene della lumaca-banana che fuoriesce dalla testa.
Una banana-slug e il suo pene, che fuoriesce dalla testa, a confronto con una monetina. Immagine di “last word on nothing”.

Le perversioni

Ma comunque. Torniamo al punto e cerchiamo di rispondere alla domanda: perché queste lumache sono dette “mangia-pene”.
La ragione la si scopre osservando le lumache durante l’atto sessuale, al termine del quale (talvolta) il partner stacca a morsi il pene del compagno, e viceversa, un fenomeno noto come “apofallatio” (traduzione libera dall’inglese “apophallation”) [1].

Perché questo atto di estrema crudeltà? Pratiche sado-maso?
Non è chiaro.

È possibile che talvolta il pene rimanga incastrato a causa di alcuni muscoli e che staccarselo a morsi rappresenti un modo per separarsi l’uno dall’altro.
È stata proposta però una teoria più probabile: impedire che il partner si riproduca come maschio potrebbe costituire un adattamento per spendere tutte le risorse per la produzione di cellule uovo e quindi la preservazione della specie.
Dal momento che si tratta di esseri ermafroditi, infatti, anche senza pene possono accoppiarsi svolgendo il ruolo di femmina, con un esemplare che non abbia ancora perso il membro.

I parenti

E allora perché il cugino Deroceras Laeve, secondo una ricerca, mette in atto la pratica dell’auto-apofallatio? Perché si autostacca il pene a morsi, quando quest’ultimo, in questa specie, costituisce anche l’organo predisposto ad accogliere lo sperma? Cioè in questa maniera una volta che se lo taglia non può comportarsi né da maschio né da femmina.
Che senso abbia, se lo stanno chiedendo un po’ tutti gli addetti ai lavori.

Noi di Missione Scienza, appena abbiamo news, vi facciamo sapere.
Un saluto e attenti ai vostri peni.

[Cosimo]

 

Cosimo Quaranta

Medico Specializzando in Medicina Interna al primo anno di corso, grande appassionato di scienza in tutte le sue declinazioni, e da oltre 3 anni impegnato nella lotta per la corretta informazione in qualità di editor per Missione Scienza.

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