Analisi cliniche: colesterolo e trigliceridi

Benvenuti nella seconda parte della guida all’interpretazione delle analisi cliniche: per colesterolo e trigliceridi. Nella prima parte abbiamo parlato di TSH, attività renale e creatinina, albumina.

Come sempre si ricorda al lettore che questo articolo è solo informativo. Il compito di prescrivere esami e controlli è del medico!

Cos’è il colesterolo?

Prima di parlare di interpretazione delle analisi cliniche per colesterolo e trigliceridi, è bene conoscere il loro ruolo all’interno del nostro organismo!

Il colesterolo è una molecola appartenente alla classe dei lipidi. In particolare, è un derivato dello sterolo e precursore di molte altre molecole importanti come gli ormoni steroidei. Esso è fondamentale per salvaguardare alcune delle funzioni cellulari e può essere sintetizzato dall’organismo o assunto con gli alimenti.

Tra le varie funzioni del colesterolo:

  • contribuire alla stabilità delle membrane cellulari;
  • essere la molecola da cui vengono poi sintetizzati gli acidi biliari del fegato (e che sono il prodotto finale del metabolismo del colesterolo);
  • essere la molecola base per la sintesi della vitamina D.

Colesterolo: HDL o LDL?

Vi sarà sicuramente capitato di incappare in queste due diciture sui referti. Ma cosa stanno a indicare le parole “colesterolo HDL” e “colesterolo LDL”?

Il colesterolo è una molecola lipofila, questo vuol dire che non può dissolversi in composti acquosi. Nel sangue, infatti, il colesterolo necessita di specifiche proteine per essere trasportato. Queste proteine devono avere caratteristiche simili al colesterolo per poterlo trasportare, infatti il loro nome è lipoproteine.

Esistono due tipi di lipoproteine.

  • Lipoproteine a bassa densità (LDL): trasportano il colesterolo dal fegato alle zone periferiche, passando per le arterie. Qui il colesterolo può accumularsi “staccandosi” dalle proteine di trasporto. Se questo colesterolo si accumula si possono formare delle placche che restringono le arterie. I valori di C-LDL (in cui C sta per “colesterolo”) sono degli ottimi indicatori per descrivere lo stato cardiovascolare del soggetto.
  • Lipoproteine ad alta densità (HDL): trasportano il colesterolo dai tessuti verso il fegato. Durante il trasporto aumentano di dimensioni perché prelevano il colesterolo dai tessuti. Anche livelli troppo bassi di C-HDL possono essere associati a problemi di tipo cardiovascolare.

Livelli troppo alti di colesterolo totale riconducono all’ipercolesterolemia, mentre livelli troppo bassi all’ipocolesterolemia. In entrambi i casi i valori limite sono sempre scritti sul referto ed è di competenza del medico curante spiegare al paziente la sua condizione.

Trigliceridi

Ebbene, se chiedeste a un chimico cosa sono i trigliceridi lui vi risponderebbe tutto d’un fiato e urlando: “SONO DEGLI ESTERI DEL GLICEROLO FORMATI DA LUNGHE CATENE CARBONIOSE DI ACIDI GRASSI CHE SOSTITUISCONO L’IDROGENO DEL GRUPPO OSSIDRILE”. Sì, è vero, ma non è questo che ci interessa adesso!

I trigliceridi rappresentano una forma molto semplice di lipidi presenti nel nostro organismo. Hanno funzioni estremamente importanti come, ad esempio, quella di essere una riserva di energia! Entrano nelle cellule grazie a un processo chiamato “lipolisi” e del loro trasporto nel sangue si occupano le VLDL, cioè le lipoproteine a densità molto bassa (V infatti sta per “very”).

Anche valori alterati e troppo alti di trigliceridi possono essere indicatori di patologie cardiovascolari, epatiche e del pancreas.

Dato che nei referti, spesso, viene indicato solo il valore del C-HDL e del colesterolo totale, ma non il C-LDL, la formula di Friedewald ci viene in soccorso per aiutarci a calcolare anche il C-LDL. La formula è:

Colesterolo LDL = colesterolo totale – colesterolo HDL – (trigliceridi*1/5).

Struttura chimica del colesterolo

 

Fonti

Controllo lipidico in pazienti ad elevato rischio cardiovascolare – Giornale italiano di cardiologia [ita]

Esame dei trigliceridi – ISSalute [ita]

“Biochimica essenziale” – G. D’Andrea

“Principi di biochimica” – Albert Lester Lehninger; David L. Nelson; Michael M. Cox

“Chimica farmaceutica” – P. L. Graham
[Melissa]

Melissa Collacciani

Mi chiamo Melissa e sono una studentessa di chimica. Mi piace disquisire delle più disparate questioni che riguardano l'umanità: dalle malattie rare agli scoiattoli, dai batteri alle usanze di corteggiamento durante il Medioevo.

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